Bruno Bozzetto torna al BAFF: «Un nuovo film per il Signor Rossi. Avrà una seconda vita»

BUSTO ARSIZIO – «Stiamo facendo un nuovo film del Signor Rossi». Ad annunciarlo al BAFF, dove ritorna dopo tanti anni, è Bruno Bozzetto, il papà dell’animazione in Italia, già candidato all’Oscar per il miglior cortometraggio d’animazione nel 1991. Ha 86 anni ma ha ancora con l’energia di chi ha ancora voglia di fare grandi progetti: «Finché c’è voglia di fare qualcosa si è vivi» dice, di fronte alla platea che ha gremito la sala dell’Istituto cinematografico Antonioni di villa Calcaterra per la presentazione del libro “Il signor Bozzetto”, scritto a quattro mani con Simone Tempia.

L’intervista

Il nuovo signor Rossi, di cui Bozzetto sta lavorando ad un “pilota” da 5 minuti per la RAI, punta a diventare «una serie di film. Per far ridere e mettere una persona che non ha dimestichezza con la tecnologia del mondo di oggi». Il suo personaggio simbolo, nato negli anni ’60 per rappresentare «l’uomo comune», stavolta avrà a che fare con Siri, con gli smartphone, con i social. «Ci sono tante cose paradossali e divertenti, per me c’è da fare un buon lavoro» ne è convinto il disegnatore milanese. E Simone Tempia definisce Rossi come colui che «serve a farci vedere con un po’ di buonsenso il grottesco» della vita moderna. Una seconda vita a cui sta collaborando anche Maurizio Nichetti, primo superospite al Baff e collaboratore dello Studio Bozzetto agli inizi della carriera.

La carriera

Nella chiacchierata con Gabriele Tosi, past president del BAFF, Bruno Bozzetto ha ripercorso la sua lunga carriera. Dal «primo film su un asse da stiro costruito in casa da mio padre» al successo di “Tapum! La storia delle armi“, che lo proietta a soli vent’anni al festival di Cannes. «Sono stato uno dei primi a fare il disegno animato non per bambini – rivendica il disegnatore – parlare dell’uomo, della civiltà, degli errori, dell’etologia, era tutto nuovo. Mi ha aiutato ma anche creato problemi». E Bozzetto crede che ancora oggi, nell’epoca ipertecnologica, sia uno strumento efficace: «Il disegno animato è potente e va rivalutato, è uno degli strumenti di comunicazione che si memorizza di più. Se penso a quanti ragazzi, vedendo i miei disegni su Quark, si sono iscritti a facoltà scientifiche…».

Il corto 50 anni dopo

Lo dimostra il corto “Il signor Rossi a Venezia“, del 1974, proiettato in sala. La satira sulla città assediata dalle grandi navi e dall’inquinamento ha colpito il sindaco Emanuele Antonelli: «Greta Thunberg era vecchia rispetto a lei per i temi che trattava». Ma Bozzetto oggi non rifarebbe quel corto: «È tutto esagerato e parossistico, lo trovo forzato – rivela a sorpresa al pubblico bustocco – non lo rifarei più, per me è passato remoto». E chissà se lo rivedremo al BAFF con il “nuovo” Signor Rossi…

Il programma del 5 ottobre

L’ultima giornata dell’edizione 2024 del BA Film Festival vedrà come protagonista il regista francese Bertrand Bonello. Incontrerà il pubblico del BAFF in una Masterclass che si terrà alle 15 nella storica sala Ratti di Legnano e che sarà condotta da Giulio Casadei, direttore del Festival du cinéma de Brive. Al termine dell’incontro sarà proiettato il suo film d’esordio Quelque chose d’organique, presentato nel 1998 nella sezione Panorama della Berlinale, mentre alle 21 al cinema Lux di Sacconago ci sarà la consegna del Premio BAFF regista dell’anno 2024. A seguire la proiezione de La Bête, l’ultimo film di Bonello interpretato da Léa Seydoux e George MacKay. In programma anche la cerimonia di premiazione alle 18.30 all’ICMA.

Busto, il grande Bruno Bozzetto ospite al Baff. Spazio alle opere prime

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