BUSTO ARSIZIO – Dalla storica “casa di riposo” ad un vero centro multiservizi che in un anno arriva ad occuparsi di oltre mille utenti. È La Provvidenza, l’istituto bustocco che sta sempre più cambiando pelle per evolversi e stare al passo con le esigenze dell’utenza, in una città che ha 19mila anziani residenti. Per la prima volta quest’anno gli utenti dei servizi territoriali (centro diurno integrato, RSA aperta e cure domiciliari) hanno uguagliato, e superato, i circa 400 ospiti della RSA. “Raddoppiando” di fatto l’utenza servita da La Provvidenza, come rivelano in conferenza stampa i vertici dell’Istituto di via San Giovanni Bosco. E aumenta anche il personale, toccando quota 400 tra dipendenti e collaboratori. «Una grande famiglia che sta crescendo» la definisce il presidente Romeo Mazzucchelli, ringraziando tutta la “squadra”.
I numeri

«Numeri inaspettati per noi – ammette il direttore generale Luca Trama – segno che la presa in carico è davvero a 360 gradi. Ora puntiamo a mantenere l’anziano il più possibile a casa sua, per poi portarlo in RSA solo quando è necessario. Di fronte al fenomeno dell’invecchiamento della popolazione e a quella che viene definita come “la nuova pandemia” delle demenze, le RSA non possono essere l’unica risposta». E infatti sono i servizi territoriali de La Provvidenza a fare “boom”, dopo la dolorosa parentesi del Covid. «Alla riapertura del CDI, a novembre 2022, c’erano meno di 30 persone sul servizio di RSA aperta, nel 2024 abbiamo già superato le 400 prese in carico» rivela la responsabile sanitario dell’istituto Chiara Mazzetti. Nel dettaglio, 57 persone (parzialmente non autosufficienti) assistite nel centro diurno, «quasi 300» con la RSA aperta (invalidi civili e persone con demenza certificata) e 103 cittadini fragili che hanno ricevuto le cure domiciliari (l’ex assistenza domiciliare), oltre ai 19 anziani ospitati nella casa albergo Borri.
I servizi integrati
Così, ai 400 ospiti della RSA e ai 260 ingressi annui nell’hospice gratuito “Il Nido” (dato definitivo 2023, con un grosso turnover per gli 8 posti letto disponibili), si aggiungono gli oltre 400 utenti assistiti con i servizi territoriali. «La chiave del successo è la valorizzazione dell’equipe multidisciplinare» spiega la dottoressa Mazzetti, parlando di «una continuità assistenziale» tra i vari servizi, per una presa in carico che non conosca «interruzioni che mettono in crisi la persona e la famiglia». Tutto parte dalla «valutazione multidimensionale» del singolo utente, come sottolinea la responsabile Florentina Vladescu, grazie a cui «si coordinano servizi e prestazioni infermieristiche, fisioterapiche, assistenziali» eseguite dagli operatori a domicilio, con una “flotta” di 12 mezzi. Per ora non ci sono liste d’attesa: «Andiamo incontro al bisogno, accogliendolo tutto su indicazione del CdA – aggiunge Mazzetti – è un investimento sul bisogno della persona fragile che La Provvidenza sta facendo. Regione Lombardia ha valutato positivamente questa nostra scelta». Un quadro che in prospettiva si allarga alle iniziative di Argento inForma rivolte agli anziani attivi.
«Non siamo più solo una RSA»
Un impegno che va di pari passo con quello per rinnovare sempre la “casa” di via San Giovanni Bosco, dove sono in previsione «lavori importantissimi sulle aree comuni e il collegamento tra i padiglioni che cambieranno il volto di Provvidenza», come annuncia Luca Trama. Ma senza incrementare i posti letto. La novità più recente è il nuovo Nucleo Alzheimer al primo piano, accreditato da Regione Lombardia: «Dotato di 32 posti, di cui 10 contrattualizzati». La dottoressa Mazzetti spiega che è «uno spazio appositamente dedicato con un geriatra specialista e un ambiente costruito appositamente per persone con quadro cognitivo compromesso, per ridurre le misure di contenzione e le terapie farmacologiche favorendo l’autonomia». Un altro tassello di quella dinamica in corso di evoluzione delle RSA verso un nuovo assetto da «centri multiservizi», come li definisce Trama, che è anche presidente di UNEBA, l’associazione di categoria del settore.
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