LUINO – La sfida al Lago di Como è lanciata. Anche il Lago Maggiore punta ad attirare un turismo sempre più internazionale, tra nuovi hotel, glamping, campi da golf, collegamenti via aria e via acqua e il turismo rigenerativo come modello di riferimento. Il tutto con Luino a fare da hub per un territorio più vasto, capace di abbracciare le due sponde del lago. È un piano ambizioso e complesso, ma che ha già suscitato parecchio interesse anche all’estero, quello previsto dal programma di sviluppo turistico “Lago Maggiore 2030” promosso da Grand Luino srl, di cui è ceo Luca Sartorio.
La visione
Una visione che è stata al centro della quarta edizione del convegno “Luino, 350 anni di storia turistica” che si è svolto nel fine settimana a Palazzo Verbania. Nell’occasione è stato presentato uno studio effettuato dalla Iulm sulle potenzialità della destinazione turistica Luino. Tra gli sviluppi indicati c’è quello di meta per un turismo legato al benessere. «Puntiamo ad attirare flussi turistici importanti – commenta Sartorio – il segmento l’abbiamo individuato ed è quello del turismo rigenerativo, modello che in Svizzera è molto forte». Ai turisti in arrivo sul territorio Grand Luino vuole offrire una serie di servizi che sappiano rendere più attrattiva la sponda varesina (e non solo). Nell’area ex Ratti, già acquisita, nascerà un albergo. «Abbiamo presentato le pratiche di demolizione e stiamo aspettando la risposta degli enti». Sempre su Luino sarà presentata una proposta di project financing per il completamento del porto. Altri progetti e idee, già anticipati durante la terza edizione del convegno lo scorso maggio, riguardano i centri limitrofi, da un ecovillage a Brezzo di Bedero fino allo storico idroscalo di Sesto Calende. «Faremo una nostra proposta per il recupero».
Via acqua e via aria
Per rendere Luino e i dintorni più facilmente raggiungibili l’idea è quella di investire sui trasporti alternativi all’auto, dalla riscoperta dell’idrovia Locarno-Milano-Venezia fino agli idrovolanti capaci di raggiungere l’aeroporto di Malpensa in soli 10 minuti. «Chiederemo la concessione a Regione per un’idrosuperficie – aggiunge Sartorio – stiamo valutando già l’anno prossimo di mettere in pista un aereo per i primi voli di collegamento per vedere se funziona. E c’è anche l’idea di un catamarano per collegare Luino a Malpensa via acqua». Tessere diverse di un più ampio puzzle di sviluppo che si sta componendo. «Grand Luino – sottolinea Sartorio – è una società di promozione di sviluppo turistico: molte risorse le dedichiamo alla promozione del territorio, ricerca, collaborazioni e individuazione di partner su tutto il lago. Stiamo portando avanti progettazioni esecutive, stiamo facendo acquisizioni, abbiamo coinvolto decine di professionisti». E il progetto Lago Maggiore 2030 ha già varcato i confini. «Abbiamo contatti con importanti investitori stranieri, americani ed europei. Farò un roadshow negli Usa a fine novembre con investitori che hanno dimostrato interesse».

Il confronto con Como
Inevitabile dunque a questo punto la domanda: è partita la sfida a Como? «Diventeremo molto competitivi – risponde Luca Sartorio – il Lago Maggiore ha più risorse di quello di Como: è più grande, ha un entroterra maggiore e tanti centri importanti. Stiamo dialogando anche con i comuni della sponda piemontese, a partire dal sindaco di Cannero. L’idea è di muoversi come destinazione e sistema. Luino sarà l’hub, collegato con Malpensa, ma diventerà un punto attrattore anche per altre località. L’obiettivo è portare tanti turisti: così ne beneficia l’intero territorio». Più turismo sì dunque, ma in un’ottica di sostenibilità a partire proprio dal recupero delle aree dismesse. «Per noi la rigenerazione urbana è sviluppo turistico: la individuiamo in questa chiave, riducendo il consumo di suolo, con attenzione alla qualità e per offrire servizi per il benessere».
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