L’ospedale di Comunità non sarà a Gallarate, va a Somma. Scoppia la rivolta

Gallarate ospedale di comunità

GALLARATE – Ci vorranno ancora nove mesi effettivi di lavoro. Dopodiché Arexpo consegnerà il Masterplan Strategico per la riqualificazione del Sant’Antonio Abate con la valutazione della fattibilità economica-finanziaria. Un documento – ha reso noto questa sera 22 ottobre in Commissione Sanità il dirigente della società pubblica specializzata in rigenerazione urbana Daniela De Pascalis – pronto a diventare Variante al Pgt del Comune di Gallarate per dare una nuova funzione delle aree dismesse quando verrà aperto il nuovo ospedale unico di Beata Giuliana. 

Occhio ai ritardi 

Arexpo ha già concluso le prime due fasi di lavoro, ovvero l’analisi urbanistica ed edilizia dello stato di fatto e l’analisi del contesto socio-economico, anche in termini di analisi di mercato immobiliare. Ora inizia la terza, quella cruciale. Ma non è immediata. «Al fine di definire quali funzioni sanitarie verranno garantite come presidio nel sedime dell’attuale Ospedale, è necessario che vengano parallelamente definite quelle che saranno allocate nel nuovo ospedale, evitando che alcuni servizi siano ripetuti o assenti», ha sottolineato De Pascalis. «Di conseguenza, l’avvio della Fase A3 e la decorrenza dei tre mesi previsti da cronoprogramma per il suo sviluppo è subordinata alla conferma di tali indicazioni. Comunque Arexpo ha iniziato ad impostare le attività sulla base delle informazioni a oggi disponibili».

Il futuro di Gallarate 

Nel frattempo Asst Valle Olona, per voce del dg Daniela Bianchi, ha analizzato le richieste del consiglio comunale di Gallarate – messe nero su bianco sul documento votato in aula lo scorso luglio – sulle funzioni da mantenere in città. La stragrande maggioranza delle richieste verranno soddisfatte (poliambulatorio, area cronicità, piccola chirurgia, Centro prelievi, Struttura di riabilitazione e rieducazione funzionale,  Centro Dialisi decentrato, Accoglienza inclusiva della disabilità grave attraverso il modello Dama, sede Areu) già a partire dal 2025, quando entreranno in funzione le due Case di Comunità hub e spoke rispettivamente in via Leonardo da Vinci e in Villa Sironi grazie ai fondi del Pnrr, o dal 203o all’interno del Padiglione Polimedico.
La città di Gallarate non avrà invece l’Ospedale di comunità, perché i 40 posti letti sono tutti concentrati all’interno del presidio ospedaliero di Somma. «I primi 10 sono già attivi, a breve apriranno gli altri 10 e poi gli altri», ha detto Bianchi. «Soddisfiamo lì la richiesta, in base ai criteri ministeriali (10 posti letto ogni 100mila abitanti, ha sottolineato durante il dibattito il direttore sociosanitario John Tremamondo, ndr). Non è possibile creare un duplicato a Gallarate. E’stata una decisione presa in base a una serie di vincoli nel 2023 in cabina di regia da Regione Lombardia, Asst e Ats». Una decisione, però, che ha sollevato la contrarietà della politica gallaratese. Lo ha detto senza girarci attorno il consigliere di maggioranza Michele Aspesi (Lista Cassani): «Vogliamo tenere una quota parte di questi 40 posti letto sul territorio. Rinunciamo già a un ospedale, non possiamo togliere ulteriori servizi sul territorio». 

Il dibattito

Sulla stessa linea Luigi Galluppi (Centro popolare Gallarate): «Noto un sottoriutilizzo del sedime per funzioni sociosanitarie. La Cittadella della Salute come la pensavamo noi viene disconosciuta». In disaccordo anche le minoranze con Michele Bisaccia della lista Silvestrini («Non penserete mica che i medici di base di Gallarate si rechino a Somma dai loro pazienti») e Margherita Silvestrini del Pd: «Non facciamo gli scaricabarili».
Il sindaco Andrea Cassani ha provato a mediare chiedendo ad Asst di ascoltare le richieste dei commissari e a stretto giro è arrivata la risposta di Tremamondo: «Faremo presente, ma è una decisione che non abbiamo preso noi. E’stato un accordo regionale che non è stato studiato in questa fase». Bianchi, invece, è apparsa perentoria: «Non possiamo sostituirci a Regione Lombardia e non è nostra intenzione modificare quanto deciso in sede di Pnrr. Per quanto riguarda gli ambulatori, ne apriranno 100 nel nuovo ospedale e 48 nelle due Case di Comunità. Non è vero che l’offerta non viene soddisfatta».

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