WASHINGTON – Sarà Donald Trump il 47esimo Presidente degli Stati Uniti d’America. Il candidato repubblicano ha schiantato la rivale democratica Kamala Harris conquistando i 270 delegati necessari nella corsa alla Casa Bianca. È la seconda volta nella storia che un presidente viene rieletto per due mandati non consecutivi: era successo solo alla fine dell’Ottocento con il democratico Grover Cleveland. Il tycoon tornerà alla Casa Bianca a gennaio, quattro anni dopo l’assalto a Capitol Hill per il quale è stato messo sotto accusa, ma anche dopo aver superato una campagna elettorale in cui ha rischiato di finire vittima di due attentati.
La maratona elettorale
A suggellare il successo, al termine della lunga notte dello spoglio elettorale, la “chiamata” delle vittorie in Pennsylvania e Wisconsin, due degli Stati in bilico, fatta da Fox News, il network più vicino all’ex Presidente, poco prima delle 8 di questa mattina, ora italiana, 6 novembre. Più prudenti le altre testate, da CNN a New York Times, ma Trump è avanti anche negli altri “Battleground States” ancora in fase finale di conteggio dei voti, Michigan, Arizona e Nevada, oltre all’Alaska che è un feudo repubblicano. E dovrebbe arrivare a conquistare ben 312 grandi elettori contro i 226 di Kamala Harris. Quella che doveva essere una lunga notte alla fine si è rivelata una cavalcata trionfale per il candidato repubblicano, con la partita di fatto già chiusa quando ancora le urne negli Stati sul pacifico erano ancora aperte. Che per la Vicepresidente uscente Kamala Harris le cose si stavano mettendo male lo si è capito dai dati della Georgia e del North Carolina, due degli Stati in bilico che hanno subito mostrato la tendenza favorevole a “The Donald”. Già alle 4 del mattino, ora italiana, la “bussola” delle previsioni del New York Times dava la vittoria di Trump al 75%, mentre l’aggregatore di scommesse Polymarket stimava al 90% il successo del candidato del Grand Old Party.

Vittoria “landslide”
Da lì è stata una valanga. “Landslide”, come dicono oltreoceano. Donald Trump ha messo assieme i 270 voti elettorali che gli hanno assicurato il ritorno alla Casa Bianca. E se rispetto a quattro anni fa, quando perse contro Joe Biden al termine di una lotta all’ultimo voto in alcuni Stati chiave tra cui la Georgia, Trump ha guadagnato consensi un po’ dappertutto, rispetto a otto anni fa, quando s’impose su Hillary Clinton, il tycoon è riuscito ad avere la meglio della rivale Dem Kamala Harris persino nel voto popolare nazionale, legittimando così una vittoria netta e senza appello.
Non solo la Casa Bianca
Ma il successo dei Repubblicani potrebbe diventare un vero e proprio “filotto” grazie ai risultati ottenuti al Senato, al Congresso e nelle sfide per i governatori degli Stati. Al Senato, in particolare, le vittorie di Bernie Moreno in Ohio e di Jim Justice in West Virginia, in due seggi che erano in precedenza detenuti dai Democratici, consentono al GOP di ottenere la maggioranza assoluta con 51 seggi su 100. Alla Camera dei Rappresentanti, con lo spoglio ancora in corso, i seggi “rossi” Repubblicani sono 186 contro 160 dei “blu” Dem, ma le proiezioni vedono favoriti questi ultimi per il controllo del secondo ramo del Parlamento. Tra i governatori, otto vittorie su 11 sono dei Rep, tra cui la non facile conferma in New Hampshire mentre i Democratici hanno mantenuto il North Carolina.
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