VARESE – Si rendono responsabili di reati terribili e molti di loro girano armati: è sconcertante il quadro sul fenomeno della violenza giovanile nel territorio di Varese. Un’emergenza che le istituzioni puntano a contrastare portando i giovani e i giovanissimi proprio a vivere dal dentro la realtà di comuni e forze dell’ordine. Terza edizione per il progetto Ragazziontheroad, di cui stamattina, martedì 19 novembre, è stato siglato il protocollo operativo a Palazzo Estense (nel video qui sotto le interviste)
«Quasi tutti girano armati»
È un’emergenza grave quella del disagio giovanile, che spesso sfocia nell’illegalità, come testimoniano le parole di chi se ne occupa quotidianamente come la dirigente della Divisione anticrimine della Questura di Varese Angela De Santis. «Noi vediamo che i minori sono protagonisti di reati terribili, di azioni che non immaginiamo. Purtroppo ci sono tantissimi cattivi maestri e voi potete essere i buoni maestri», ha detto agli enti e istituzioni che partecipano al progetto. Un’iniziativa che funziona. «Questi ragazzi quando vengono in pattuglia si rendono conto cosa significa stare dall’altra parte, cambia completamente la prospettiva. Adesso stiamo lavorando su due casi di bullismo, non hanno limite: quasi tutti hanno le armi e i coltelli, è un’emergenza altissima. Non bisogna mollare sui giovani, i genitori spesso sono disperati. È importante offrire questa possibilità e molti genitori la accettano per recuperare il figlio con cui si è perso il dialogo. Ma c’è speranza, c’è la possibilità di riportarli sulla strada giusta».
30 ragazzi coinvolti
Sono in crescita i numeri della terza edizione di Ragazziontheroad, che si svolgerà a dicembre: saranno 30 i giovani partecipanti e circa 10 i comuni coinvolti. Hanno già sottoscritto l’intesa Varese, Busto Arsizio, Somma Lombardo, Castellanza (dove saranno 10 i ragazzi coinvolti, nel ricordo di Mirella Cerini), Sesto Calende, Caronno Varesino, Saronno, Cassano Valcuvia e Brezzo di Bedero. L’iniziativa continua nel suo obiettivo di coinvolgere i ragazzi facendogli vivere esperienze dirette a contatto con forze dell’ordine e istituzioni, dalle attività in pattuglia ai soccorsi in emergenza. Un progetto che ritorna con il coordinamento della Prefettura guidata dal prefetto Salvatore Pasquariello insieme all’associazione On The Road rappresentata dal presidente Egidio Provenzi e dal vicepresidente Alessandro Invernici.
Anche nella torre di controllo
Tra le realtà che partecipano al progetto c’è Sea, che ospiterà i ragazzi all’aeroporto di Malpensa. «Insegneremo ai ragazzi – ha detto Paolo Previtali, responsabile sicurezza aerea Malpensa e Linate – come riconoscere gli esplosivi e come si ispeziona un aeromobile prima della partenza. Li porteremo anche nella nostra sala operativa che ha 4000 telecamere digitali che proteggono lo scalo e mostreremo loro anche come si utilizzano i sistemi anti-drone». Inoltre per la prima volta i giovani di Ragazziontheroad potranno salire nella torre di controllo, la parte più off-limits dell’aeroporto, per scoprire come si gestisce il traffico aereo.
Accoglienza e legalità
La consigliera comunale di Varese Helin Yildiz ha invece raccontato l’esperienza che l’ha vista protagonista ad Andong in Corea del Sud, dove ha presentato tra le politiche virtuose adottate da Palazzo Estense proprio il progetto Ragazziontheroad che vede Varese come capofila. Ed è già partita l’iniziativa gemella Ciak on the road, che coinvolge la comunità per minori stranieri non accompagnati di Cassano Valcuvia. «I ragazzi svolgono attività teatrali e cinematografiche: un insieme virtuoso di accoglienza, legalità e arte – ha detto il sindaco Claudio Bossi – alla fine del percorso impareranno la lingua italiana e con le competenze acquisite realizzeranno un prodotto cinematografico, una sorta di spot sulla sicurezza stradale utilizzabile nelle prossime campagne».
I giovani entrano nelle istituzioni. E il modello Varese vola in Corea del Sud
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