VARESE – È prevista per domani – giovedì 12 dicembre – la firma del contratto di solidarietà per i dipendenti di Mv Agusta. Un sacrificio che si affianca ai 24 esuberi che saranno su base volontaria. E l’azienda dovrà camminare con le proprie gambe, con tutte le incognite del caso. Ma viste le premesse – ovvero la profonda crisi economica di Ktm – la soluzione della gestione interna garantisce comunque la possibilità di un futuro per un’azienda che ha un marchio importante sul mercato. A fare il punto della situazione è Agostino Casati, rsu Fim Cisl dei Laghi (qui sotto il video), in occasione dello sciopero dei metalmeccanici a Biandronno.
Un futuro c’è
«Mv Agusta pensiamo che abbia un futuro – commenta – ha il personale capace per poter camminare con le proprie gambe. Siamo fiduciosi che possa farcela». Non saranno mesi facili per i circa 180 lavoratori, con il contratto di solidarietà per il prossimo anno. Una formula che garantisce almeno il 20% di lavoro e l’80% coperto dall’Inps. Gli stipendi saranno ridotti ma perlomeno ci sarà un salario garantito. Ci saranno anche degli esuberi, che riguarderanno i lavoratori più vicini alla pensione. «Che però sono scesi: parliamo di 20-24 persone», commenta Casati. «Nell’arco dell’anno bisogna vedere quanti – perché è su base volontaria – saranno quelli che escono».
Il mercato
Poi a parlare sarà il mercato. «Noi crediamo che ci siano le potenzialità perché comunque MV Agusta è un marchio noto che ha una storia alle spalle – continua il rappresentante della Cisl – è tutto da costruire: bisogna vedere su che fascia di mercato poi vanno a posizionarsi con le motociclette. Oggi, arrivando però da quello che era lo scenario più spaventoso prima, ci sentiamo di dire che è tutto un andirivieni. Vediamo come si posizioneranno sul mercato, quante motociclette riusciranno a fare e a quali prezzi dovranno poi venderle per essere competitivi appunto con il mercato camminando con le proprie gambe».
Artefici del proprio destino
Ma i lavoratori come hanno vissuto gli ultimi sviluppi? «Abbiamo fatto l’assemblea settimana scorsa, è stato uno shock per loro perché la notizia che comunque c’erano questi esuberi e soprattutto che Ktm aveva questi miliardi di euro di debiti li ha scioccati . Però fortunatamente – tra virgolette diciamo – è arrivata la notizia che si sono sganciati da Ktm e devono camminare con le proprie gambe. Hanno ringraziato Rsu e parti sociali per le trattative all’interno di Confindustria. Adesso il destino è nelle loro mani: saranno loro gli artefici. Ci saranno sacrifici ma almeno questo scenario ci sentiamo di dire che è un po’ più sereno, se si può usare il termine, rispetto a quello di prima». Al comando del nuovo corso dovrebbe restare l’ad Martin, ma non si esclude un ritorno in gioco del socio di minoranza Sardarov.
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mv agusta 24 esuberi – MALPENSA24
