San Vittore dice addio a Gagliardi, lo scultore che ha “decorato” l’Alto Milanese

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SAN VITTORE OLONA – L’Alto Milanese perde uno dei suoi artisti più attivi e affermati. È morto ieri, martedì 7 gennaio, all’età di 80 anni lo scultore sanvittorese Nicola Gagliardi (nella foto), autore di numerose opere che decorano i comuni del territorio, oltre che di studi e restauri importanti. Dal 1984 collaboratore della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, si devono a lui, fra le tante opere (qui l’elenco completo), la fontana dedicata ai Marinai d’Italia da lui scolpita nel 1967 per la piazza di Castegnate a Castellanza, il monumento della Cinque Mulini nella sua San Vittore Olona, il restauro del monumento ad Alberto da Giussano a Legnano, città per la quale pubblicò anche un censimento di tutte le statue, i monumenti e le targhe nei luoghi pubblici.

Di lui ci resteranno impresse la passione per il lavoro, la disponibilità e, soprattutto, la straordinaria capacità creativa unita alla tecnica.

Rossi: «Un artista col fuoco dentro»

«Un artista, uno scultore, un uomo di cultura e un sanvittorese che attraverso un’attività appassionatamente scolpita entra a far parte, a pieno titolo, nella nostra storia secolare»: così lo ricorda l’ex sindaco Daniela Rossi. «Ho potuto sperimentare il “fuoco” che ha animato il suo modo di lavorare e il senso delle prese di posizione anche nei confronti di dettagli apparentemente poco importanti. Nicola aveva idee ben precise sulla realizzazione delle proprie opere e questa peculiarità è emersa chiaramente in occasione della realizzazione del monumento “L’Atleta”. Nicola è stato un sanvittorese che ha avuto a cuore San Vittore Olona e con questa ultima opera, ritengo il suo testamento artistico, ci comunica chiaramente l’attaccamento verso la nostra comunità e la passione verso la sua professione. La sua bravura e le sue capacità – aggiunge Rossi – le avevamo già ammirate nelle bellissime porte in bronzo della chiesa parrocchiale e nel busto di don Giuseppe Magni nel triangolo verde tra corso Sempione e via Leopardi».

Autore di 22 mostre personali

Questo il profilo dell’artista tratto dal suo sito ufficiale.

Al nonno scultore e dal padre artigiano del marmo, Nicola Gagliardi ha attinto gli essenziali rudimenti della scultura lapicida. In seguito frequenta e si diploma nel 1967 all’Accademia di Brera con il valente medaglista Ettore Calvelli. Inizia così la libera professione e frequenta in quegli anni gli studi degli scultori Carmelo Cappello, Riccardo Pitter e dei pittori Gino Moro e Domenico Purificato. L’attività fin dai primi anni si orienta su due fronti: le creazione di sue opere su temi particolari e di monumenti celebrativi, e in parallelo la replica e il restauro di sculture storiche.

Riguardo al primo filone, dal 1966 ha partecipato ad oltre 150 esposizioni collettive e ha realizzato 22 mostre personali. Le varie esperienze plastiche lo conducono ad indagare su temi quali il sogno, la maternità, l’attesa, amanti, giocolieri, cavalli, bagnante, mare, colline; alcune di queste opere sono anche presenti in raccolte civiche e musei d’arte contemporanea come quella di Ascoli Piceno, di Gallarate e della Spezia. Nell’ultimo periodo la ricerca si è concentrata su tematiche surrealistiche e metafisiche, come il pensatore e i dieci sogni di Andrè Breton.

Più di 150 opere

Sono ben oltre il centinaio le opere d’arte sacra, statue, bassorilievi, altorilievi, medaglioni, busti che ha realizzato dall’inizio della sua attività e oltre 50 le opere pubbliche. Fra queste ultime il monumento-fontana in travertino del 1967, dedicato Ai Marinai d’Italia, a Castellanza; il grande busto in bronzo per don Ambrogio Gianotti, per la chiesa di San Edoardo a Busto Arsizio; il busto del cardinale Andrea Ferrari per la chiesa di Santo Stefano Ticino; due grandi statue di marmo rosa del Portogallo, componenti il gruppo “ Annunciazione” (l’angelo di 2,90 m e la Vergine di 2,70 m) per la chiesa “Madonna della Speranza” di Gallarate. E ancora le porte bronzee “Le beatitudini” (m 4,34 x 2,88) per la chiesa parrocchiale del suo paese natale, inaugurate nel 1997; mentre più di recente vanno ricordati due altorilievi di marmo bianco di Carrara, “La scrittura e la Lettura”, creati per l’Istituto Tirinnanzi di Legnano e inaugurati da Roberto Formigoni il 29 settembre 2007. Lo stesso governatore lombardo il 20 gennaio 2010 ha inaugurato per l’ingresso di Oncologia all’Ospedale Sacco di Milano il bassorilievo di pietra dorata “Al di qua e al di là dell’albero”.

Sull’altro fronte, quello della replica di statue, nel 1984 Gagliardi ha avuto la soddisfazione di essere chiamato a lavorare con la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, con la quale ha proseguito una proficua collaborazione. Le sculture che l’artista replica provengono per la maggior parte dalle campate absidali e dai transetti, dai terrazzi, da guglie e gugliotti, rese irrecuperabili dall’inquinamento e spesso ormai mancanti di ampie parti.

Fra le più importanti repliche del Duomo, la scultura in marmo di Candoglia Sant’ Orsola (l’originale, del 1869, è di Giuseppe Grandi) e l’elegante statua di Sant’Ignazio da Loyola (del 1855 di Pompeo Marchesi). Nel 1995, il ministero dei Beni culturali commissiona a Gagliardi le repliche di due statue: San Luca Evangelista da un originale di Grazioso Rusca (scultura del 1810 di 2,20 m) e Re David, originale di Luigi Acquisti del 1809 (2,05 m), poste nella campata centrale del Duomo di Milano. A conclusione dello straordinario restauro della facciata della Cattedrale, nel maggio del 2009 è stata messa a dimora la statua di San Filippo Apostolo, dall’originale di Pompeo Marchesi del 1812 (2,19 m).

Particolare attenzione ha dedicato anche al restauro specifico e alla conservazione di opere scultoree.

Fra i committenti privati troviamo la Banca Cariplo, che gli ha commissionato il restauro della scultura in marmo di Carrara della “ Marchesa Virginia Busti Porro” di Vincenzo Vela (1871) e il gruppo “ Los emigrantes”, mentre il museo milanese Poldi Pezzoli gli ha affidato il restauro conservativo dell’altorilievo intitolato alla Vergine Annunciata di Alceo Dossena. A livello pubblico ha restaurato , a Legnano, il Monumento al Guerriero, in bronzo (6,19 m). Nel 2000, tra settembre e ottobre, Gagliardi ha tenuto corsi di riqualificazione e aggiornamento per 150 custodi museali del Comune di Milano e ha spesso tenuto conferenze su temi relativi a degrado delle statue, restauro e rifacimento per enti culturali, fra cui Italia Nostra e il FAI italiano.

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