BUSTO ARSIZIO – Che la Pro Patria sia in crisi di risultati è un dato di fatto: i numeri e la classifica sono lì a testimoniarlo. Che la società e la proprietà non siano ancora riusciti a trovare un rimedio è sotto gli occhi di tutti: Colombo è saldo sulla panchina tigrotta e il mercato non è decollato.
Una situazione di stallo (un caos calmo) che sta seriamente preoccupando la città e la tifoseria. A tal punto che un sostenitore storico come Vito Speroni, fortunatamente isolato, almeno per ora, ha addirittura lanciato una provocazione sul proprio profilo social.
PRO PATRIA: CHIUSO PER SCIOPERO!“Errare humanum est, perseverare autem diabolicum.” Dopo questa citazione, cosa possiamo fare noi, poveri settecento “tapini”, che ci presentiamo allo stadio pagando per assistere a uno spettacolo degno, ma ci ritroviamo invece a ricevere la stessa triste minestra, per di più fredda, considerando il periodo?Credo sia giunto il momento di far sentire la nostra voce e avviare una class action contro la proprietà! Iniziamo con uno sciopero del tifo: per una domenica restiamo tutti a casa e lasciamo che la dirigenza si prenda il tempo di riflettere.
Una provocazione, da cui ovviamente prendiamo le distanze convinti che la Pro Patria debba comunque essere sempre sostenuta, specie nelle difficoltà (sebbene la trasferta di domenica a Salò sarà assurdamente vietata ai tifosi biancoblù residenti in provincia di Varese – ndr). Ma una provocazione che testimonia – alla luce anche della contestazione subita da giocatori al termine della partita con la Giana – di come la situazione in casa biancoblù stia rischiando di sfuggire di mano, rischiando pure di far preoccupare (speriamo non scappare) anche i nuovi potenziali e annunciati soci.
C’è una Pro Patria che sa anche vincere: fuori dal campo “Assieme a Francesco”
