Herman Mandole paga per tutti. La Openjobmetis cambia allenatore

Herman Mandole dimissioni

VARESE – Herman Mandole non è più l’allenatore della Openjobmetis. Quello che era già nell’aria dopo la sconfitta contro Trento è arrivato ufficialmente nella giornata odierna, lunedì 10 febbraio. Né esonero, né dimissioni, ma “risoluzione consensuale”. In pratica dimissione concordate.

Il retroscena: decisione presa già nel post partita

La decisione sarebbe già stata presa nell’immediato post partita, già negli spogliatoi. Lasciata peraltro presagire dalla comparsata di Rosario Rasizza in sala stampa. Una sorta di “dico non dico” già esaustivo per chi conosce il manager di Openjobmetis. E poi una lunghissima attesa in sala stampa che lasciava intuire qualche annuncio importante. Ma che in realtà serviva per scacciare la commozione dal volto e dalle parole dell’allenatore argentino, emotivamente molto provato così come tutto il front office societario (“Varese è unita e siamo sempre insieme” le ultime parole di Mandole nella sua avventura varesina). Lo si sapeva, Trento sarebbe stato il redde rationem per Mandole. E in un clima così avvelenato, tra fischi, contestazione, insulti, striscioni e bandiere ammainate non c’era altra scelta. Inevitabile. Anzi, la scelta doveva essere già presa prima, dopo la partita con Brescia, perchè la squadra era diventata come una barca ingovernabile. A partire da quel maledetto intervallo di Pistoia, che poteva già virtualmente regalare la salvezza a Varese.

Il comunicato

Pallacanestro Varese comunica che nella giornata odierna è stato trovato un accordo per interrompere consensualmente il rapporto con Herman Mandole che da oggi, dunque, non sarà più l’allenatore della Openjobmetis. Il club biancorosso desidera ringraziare coach Mandole per il lavoro svolto nelle ultime tre stagioni e gli augura le migliori fortune umane e professionali.

Mandole paga per tutti

Herman Mandole paga per tutti. Come sempre succede agli allenatori. E allora, nel momento di un clima da “dagli all’untore”, è giusto riconoscere anche i meriti del coach argentino, che ha saputo valorizzare ragazzi di Varese come Eliseè Assui e Matteo Librizzi, quest’ultimo beffardamente chiamato per la prima volta in Nazionale proprio nella stessa giornata dell’esonero di chi gli aveva dato minuti, fiducia, responsabilità e galloni da capitano. Mandole poteva fare di più con la Openjobmetis? Sicuramente sì. Ma probabilmente neanche Phil Jackson avrebbe potuto raddrizzare una squadra nata male in estate (come altro definire l’accoppiata Okeke-Kao sotto canestro?) e cresciuta peggio durante la stagione. Figuriamoci un allenatore alla sua prima esperienza. Che comunque ha saputo appendersi alla cintura gli scalpi nobili di Virtus Bologna e Olimpia Milano, che non è riuscito a portare la barca nelle acque sicure della classifica.

E ora chi in panchina?

Due sono le ipotesi. La prima, quella più immediata, risponde al nome di Marco Legovich, che ha accompagnato Mandole in questa avventura. La seconda risponderebbe al nome di un allenatore straniero, molto probabilmente americano, che sarebbe già stato sondato nei giorni scorsi dal front office di Pallacanestro Varese. Che Trento sarebbe stata l’ultima spiaggia di Mandole già lo si sapeva, tanto più che adesso arrivano tre settimane di stop del campionato. Però la società non potrà più nascondersi dietro al coach. Per arrivare alla salvezza non basta cambiare allenatore, dovrà anche intervenire ulteriormente sul mercato per correggere (nei limiti dei paletti regolamentari e dell’esaurimento di visti) quello che nelle ultime quattro partite è andato male.

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Herman Mandole cambio panchina – MALPENSA24
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