BUSTO ARSIZIO – Un nuovo campus dell’Università dell’Insubria sul sedime del “vecchio” ospedale di Busto Arsizio, che verrà dismesso nel 2031, quando a Beata Giuliana sorgerà il “Grande Ospedale della Malpensa”. È questa l’ipotesi più forte e suggestiva che Arexpo, la società regionale incaricata di disegnare il futuro dei 100mila metri quadrati di sedime dell’attuale nosocomio al centro del quartiere San Giuseppe, ha delineato nel documento trasmesso nei giorni scorsi all’amministrazione comunale di Busto Arsizio e oggetto di una prima discussione all’interno della maggioranza di centrodestra.
Busto “terzo polo”
Un futuro modello MIND, insomma. Come per l’area di Expo 2015, destinata in parte al nuovo campus delle facoltà scientifiche dell’Università Statale di Milano, così anche il sedime dello storico ospedale di Circolo di Busto Arsizio potrebbe avere un futuro legato all’istruzione universitaria. Concretizzando in modo molto più ambizioso le prospettive di dare vita ad un vero e proprio “terzo polo” dell’Università dell’Insubria in città, attualmente confinato tra i Molini Marzoli e Villa Manara dove hanno sede le facoltà di biologia e biotecnologie. E andando a realizzare un sogno – un campus universitario in città – già più volte accarezzato in passato: dal Centro di calcolo scientifico dell’Università Statale di Milano che ad un certo punto avrebbe potuto essere l’embrione di un nuovo ateneo fino all’Università Cattaneo-LIUC che quasi quarant’anni fa considerò anche Busto Arsizio prima di trovare “casa” a Castellanza.
Le alternative
Per ora è solo un’ipotesi, che richiederebbe il reperimento di ingenti risorse economiche dallo Stato per poter diventare realtà. Ed è questa la principale incognita legata alla prospettiva dell’Insubria. L’alternativa che Arexpo avrebbe messo nero su bianco nel documento sarebbe invece quella di insediare residenze, studentati e laboratori legati all’università e al nuovo ospedale (che in ogni caso manterrebbe a Busto Arsizio il corso di laurea in infermieristica, con la Cascina dei Poveri ipotizzata come polo didattico dall’allora DG di ASST Valle Olona Eugenio Porfido). Il percorso che porterà ad una decisione è ancora lungo, di certo la sfida della rigenerazione del sedime del “vecchio” ospedale è ufficialmente partita.
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