Sanità lombarda su ma anche giù

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Proviamo a capire. Attilio Fontana, presidente della Lombardia, e Guido Bertolaso, suo assessore al Welfare, rendono noto con comprensibile soddisfazione che l’ospedale di Niguarda “è il migliore nosocomio italiano nella classifica stilata da Newsweek dei 250 ospedali top del mondo”.  Di più: “E’ un vero orgoglio per la sanità lombarda vedere che tra i primi nove posti della classifica per l’Italia ben cinque ospedali sono lombardi, di cui tre pubblici e due privati accreditati”. Un risultato che fa dire loro: “Questi sono i dati che contano e che dovrebbero leggere attentamente chi tenta di attaccare l’eccellenza del nostro sistema sanitario regionale”. Dal canto suo, Bertolaso aggiunge: “Tutto questo è la conferma come per noi contino i fatti concreti non polemiche pretestuose o artefatte. E per comprendere ciò che dico è sufficiente pensare a tutti i pazienti che da ogni parte del mondo e da tutta Italia vengono in Lombardia scegliendo i migliori centri del nostro Paese. Non è un caso che la nostra regione sia quella con la maggiore mobilità attiva”.

Tutto bene niente in ordine. Perlomeno per il Partito democratico che si dichiara “preoccupatissimo per il disastro della sanità lombarda e l’immobilismo della Regione”. Così che per la metà di marzo il Pd convochi una conferenza regionale alla quale ha invitato un centinaio di personalità e di relatori con lo scopo di analizzare il settore “allo sbando”. Titolo della convention dem , che sarà aperta da Elly Schlein, “La salute è un diritto”. Per dirla in un altro modo, per il Partito democratico, attraverso le dichiarazioni di Piefrancesco Majorino, capogruppo al Pirellone, e Samuele Astuti, consigliere regionale, la sanità lombarda va cambiata, e in fretta. Lo confermerebbe anche il crollo, testimoniato dai dati del ministero della Salute, dell’intero sistema socisanitario “passato in pochi anni dal podio, dove se la giocava con l’Emilia Romagna, al settimo posto. (In testa c’è il Veneto, ndr). Ma la Regione non affronta il problema” e via su questo tono.

Chi ha ragione tra Fontana e Bertolaso e Majorino e Astuti? Un bel match, dato che le eccellenze della sanità lombarda sono un dato di fatto e includono una serie di centri di primissima qualità, però a fronte di servizi di ‘ordinaria amministrazione’, diffusi e di ampia richiesta, che, come tutti purtroppo sappiamo, sono quello che sono. Lacune anche clamorose che penalizzano i cittadini a causa delle infinite attese per esami e visite e per trovare un posto letto, per ospedali (vedi Gallarate e Busto Arsizio) in via di dismissione con medici e infermieri in fuga verso il privato o la Svizzera, per i pronto soccorso intasati, per le difficoltà a farsi ricevere o soltanto ascoltare dai medici di famiglia, per una burocrazia esasperata, per e ancora per.

Non proprio un quadro di riferimento eccezionale. I vertici della sanità regionale ne sono consapevoli e cercano di risolvere perlomeno i problemi più impellenti, a cominciare dalle liste d’attesa. I provvedimenti sono stati annunciati, sono in cantiere, alcuni già operativi, ma ancora inefficaci. Probabilmente ci vorrà tempo perché la situazione migliori, ad esempio quando le case di comunità saranno finalmente a regime. Insomma, non è del tutto vero che la Regione, come sostiene il Pd, non affronti il problema. Vero però che non bastano le riconosciute eccellenze a mitigare i disagi dei tanti, troppi cittadini che tutti i giorni affrontano gli ostacoli di una sanità di base che non offre più garanzie di efficienza e funzionalità. Come dovrebbe essere e come le classifiche internazionali non sembrano considerare.

Niguarda migliore ospedale italiano tra i “250 top” al mondo

 

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