CASORATE SEMPIONE – Per la precisione sono 13,91 ettari. È il dato di consumo di suolo annuale – riferito al 2022 e 2023 – di Casorate Sempione, inserito nel rapporto redatto dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa) composto dall’Ispra. Nella classifica stilata e riportata del documento, Casorate risulta seconda solo a Milano. Colpa del maxi-collegamento su binari in corso d’opera per unire Gallarate e il terminal 2 di Malpensa, accusa il Pd cittadino per voce del segretario Tiziano Marson: «Il dato è causato dalla costruzione dell’inutile ferrovia che ne taglia i boschi».
La classifica
È un report lungo e dettagliato quello composto dall’Ispra e dalle agenzie per la protezione dell’ambiente delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano. Con diverse classifiche, tra cui quella legata al consumo di suolo annuale in ettari (2022-2023) a livello comunale e che riporta i primi tre enti locali per ogni regione. Con 13,91 ettari, Casorate si trova al secondo posto dietro a Milano (con 18,91 ettari). Ed è seguita invece da Segrate (con 12,08 ettari). Ecco uno stralcio della classifica:
«Record non invidiabile»
Un «record non invidiabile», commenta Marson. «Il dato è causato dalla costruzione della inutile ferrovia che ne taglia i boschi, dal momento che altre costruzioni sono ferme al palo: vedi il Centro Alzheimer, di cui, nonostante i roboanti annunci dell’amministrazione rinascente di questi anni, al momento si nota solo una sbilenca recinzione, risultato raggiunto anche a spese dei contribuenti casoratesi, visto che denari pubblici sono stati spesi per consulenze specialistiche al fine di agevolarne insediamento». E ancora: «Nel corso degli anni abbiamo sempre rimarcato che la costruzione della ferrovia era inutile, poiché già esisteva il collegamento diretto tra la linea FS Milano Domodossola e la linea delle ferrovie nord che dalla stazione Cadorna a Milano arriva a Malpensa, precisamente a Busto Arsizio».
L’affondo Pd
Dalla ferrovia ai progetti di sviluppo aeroportuale: il Pd casoratese non ha risparmiato critiche fin dall’inizio. E ora torna all’attacco: «Sappiamo della presenza dei “signori del sì a prescindere”, i quali, senza alcuna propria idea di sviluppo sostenibile, promuovono e attuano con soldi pubblici qualsiasi iniziativa privata o affine». E ancora: «Qui da noi sono quelli vicini all’aeroporto di Malpensa, che vuole accentrare tutto il traffico aereo cargo del nord Italia (e forse di tutta Italia), senza alcuna considerazione per chi ha la disgrazia di viverci attorno». Il tutto, prosegue Marson, «senza usare gli strumenti che evitino di avere una over dose di traffico di veicoli a motore con combustione interna, fenomeno che ha già causato un disastro ambientale certificato dalla sentenza Quintavalle». Uno strumento «fondamentale», aggiunge, è la Valutazione ambientale strategica, «che però i vertici di Regione Lombardia non hanno voluto attuare, accampando mille pretesti, scelta avvallata dai condiscendenti sindaci del Cuv con la firma del protocollo d’intesa poi bocciato dal ministero dell’Ambiente». Nel mirino, poi, ci sono proprio i sindaci del Cuv: «In questi ultimi anni non hanno dato la dovuta priorità alla tutela della salute, a differenza dei sindaci del cor2, dimenticandosi che la salute è sempre prioritaria perché il lavoro senza salute si declina in schiavitù. Altro strumento di tutela della salute pubblica è la Valutazione impatto sanitario che l’ex sindaco di Cardano, Mario Aspesi, quando entrò nel consiglio di amministrazione di Sea, fece inserire nel master plan di sviluppo di Malpensa. La Vis fu poi cancellata una volta che Aspesi venne sostituito dal consiglio di amministrazione per riequilibrale la questione di genere».
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