BUSTO ARSIZIO – Il cantiere PNRR per il restauro del Conventino fa litigare il Comune e la Soprintendenza. Dopo il crollo di un mese e mezzo fa, i ritardi accumulati dai lavori per lo storico edificio di via Matteotti arrivano a sei mesi, e Palazzo Gilardoni inizia a preoccuparsi di non riuscire a centrare la scadenza di marzo 2026 fissata dal Piano europeo di Ripresa e resilienza per la conclusione delle opere. Così la giunta guidata dal sindaco Emanuele Antonelli valuta la possibilità di intraprendere azioni legali nei confronti della Soprintendenza con un atto di indirizzo approvato in giunta.
Lo scontro
La vicenda verrà illustrata nei minimi dettagli dal sindaco Antonelli in persona in una conferenza stampa programmata per domani mattina, 28 marzo. La delibera approvata in giunta ricostruisce la situazione del cantiere del Conventino, in ritardo di sei mesi rispetto alle previsioni, e dà mandato all’Avvocatura comunale di «valutare eventuali rimedi giudiziari esperibili con riguardo alle richieste della Soprintendenza che comporterebbero la modifica del progetto esecutivo già approvato e in corso di esecuzione». Tra i motivi dei ritardi, oltre al crollo, la delibera di giunta cita le «diverse interruzioni dettate dalla Soprintendenza che ha richiesto, rispetto ad alcune fasi di lavorazione, approfondimenti di natura tecnologica e strutturale e soluzioni, peraltro, in alcuni casi, non condivise e per certi versi ritenute addirittura ingiustificate sia dal progettista delle strutture che dall’organo di collaudo per la loro impraticabilità».
Lettere al Ministero e al Prefetto
«Criticità» che, si legge nella delibera di giunta, «ad oggi permangono, e trovano contrapposte le ipotesi progettuali di consolidamento restituite dai progettisti, con quelle imposte dalla Soprintendenza». Una situazione di stallo che rischia «di compromettere l’intera iniziativa», secondo palazzo Gilardoni, in quanto i ritardi che genera questa “dialettica” con la Soprintendenza «non si conciliano con le previsioni di attuazione del PNRR». Una situazione già segnalata al Ministero e al Prefetto, ma ora il Comune si cautela anche dando mandato all’avvocato per adire vie legali: se il restauro del Conventino non verrà completato entro il 31 marzo 2026, c’è il rischio che i fondi PNRR debbano essere restituiti.
I precedenti
Non è la prima volta che il Comune di Busto Arsizio e l’organismo del ministero della Cultura sono ai ferri corti: era già successo recentemente con il caso dei lampioni di Richino Castiglioni in centro storico, che la Soprintendenza ha imposto di ripristinare dopo che aveva dato parere favorevole alla loro sostituzione, ma anche per il progetto dell’Auditorium all’ex Calzaturificio Borri – quando l’ente ministeriale aveva imposto il riutilizzo delle colonnine di ghisa – e per la messa in sicurezza della Cascina Burattana, suscitando le ire del sindaco Antonelli che aveva usato parole molto dure in consiglio comunale. E già in occasione del recente sopralluogo al cantiere dell’ex oratorio di Sacconago il sindaco Emanuele Antonelli aveva palesato le sue perplessità rispetto all’operato dell’ente ministeriale, i cui tempi di risposta, anche per le carenze di personale a cui deve fare fronte, sono sproporzionati rispetto alle esigenze dei cronoprogrammi serrati dei cantieri PNRR.
La Soprintendenza: «I lampioni di Richino tornino al loro posto». Busto: «Chi paga?»
