VARESE – Due incontri nel segno della legalità nella giornata di venerdì 28 marzo. A Varese era ospite del liceo scientifico Salvatore Borsellino, fratello di Paolo; a Laveno invece Tina Montinaro, vedova dell’agente Antonio Montinaro, capo scorta di Giovanni Falcone.
Borsellino a Varese
«Vengo da voi per prendere la forza di andare avanti a combattere la mafia», ha detto Salvatore Borsellino ai ragazzi del Ferraris. Ha quindi parlato del rimorso per non aver compreso appieno il fratello, per non averlo sostenuto nel suo isolamento a Palermo, dove «non c’era lo Stato, c’era la mafia, dappertutto». Ha descritto la rabbia e il dolore, ma anche la determinazione a trasformare la sofferenza in impegno civile. Ha parlato della difficile decisione di lasciare la sua Sicilia quando, appena laureato in Ingegneria elettronica, prese la decisione di trasferirsi al nord in cerca di lavoro e di come questa decisione avesse lasciato Paolo con un po’ di amaro in bocca. Quel fratello che spesso concludeva le loro telefonate con la stessa domanda «Perché non torni?». Nel corso del racconto ha ricordato i terribili momenti seguiti alla strage di via D’Amelio e, in particolare, il giuramento fatto alla madre, la promessa di non lasciare morire il sogno di Paolo: una società libera dalla mafia. «Se avesse potuto vedere la reazione alla sua morte, sarebbe stato felice».
Tina Montinaro cittadina onoraria
A Laveno Mombello è stato invece l’Istituto Galilei a promuovere insieme a Comune e Lions un incontro sul tema “L’impatto delle stragi di mafia sulle scelte di magistrati e forze di polizia”. Nell’occasione è stata conferita dall’amministrazione comunale la cittadinanza onoraria a Tina Montinaro, da anni impegnata nel portare la sua testimonianza diretta della strage di Capaci del 1992. Un ritorno per lei a Laveno, dove è stata più volte proprio nel ricordo del marito. All’incontro erano presenti rappresentanti istituzionali e delle forze di polizia, con una partecipazione importante da parte del Siulp.
Mori e De Donno incontrano gli studenti varesini. Il ricordo di Falcone e Borsellino
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