Così Arexpo ridisegna il futuro dell’ospedale di Gallarate

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GALLARATE – Il mantenimento di servizi di assistenza socio-sanitaria, la nascita di nuove forme abitative (senior housing, co-living, student housing), servizi di quartiere, spazi commerciali, aree verdi per il gioco per il benessere. Così Arexpo, società incaricata di disegnare il futuro del sedime del Sant’Antonio Abate di Gallarate una volta che entrerà in funzione il nuovo ospedale al confine con Busto Arsizio, immagina il nuovo assetto dell’area e la riconversione degli attuali padiglioni una volta che perderanno la loro funzione sanitaria. 

gallarate arexpo ospedale gallarateLo studio 

Lo studio previsto nella Fase A3, che riconsegna una Carta delle Potenzialità propedeutica alla definizione di un Masterplan Strategico per la riqualificazione del Sant’Antonio Abate di Gallarate, è un’analisi molto precisa dello stato di fatto ma proprio per sua natura non entra ancora nel dettaglio del riutilizzo degli spazi.
I tecnici hanno schedato i 10 edifici che compongono l’attuale sedime, inclusi quelli non oggetto di dismissione, per un totale di 240mila metri cubi. Si sono concentrati inoltre sugli spazi aperti riferiti all’area principale del compendio ospedaliero, con il giardino interno nelle vicinanze del Padiglione Trotti-Maino che «assume valore sia dal punto di vista funzionale sia qualitativo, con la presenza di alberature di pregio», il viale alberato di via Fogazzaro e le aree lungo il Torrente Arno. Complessivamente la superficie a verde è pari a circa 4mila metri quadrati.

Il futuro 

Alla luce del quadro esigenziale emerso dai confronti con Asst Valle Olona e l’Amministrazione Comunale, sono stati ipotizzati due scenari di possibili dismissioni. Entrambi prevedono il mantenimento di funzioni socio-sanitarie al padiglione Polimedico est e a Palazzo Boito, mentre si differenziano per la riconversione del Polimedico Ovest. 

In merito alle relazioni tra l’area di progetto e i principali spazi pubblici della città, Arexpo propone di connettere l’area con il contesto cittadino attraverso la demolizione selettiva delle recinzioni esistenti. Inoltre, di rendere permeabile l’attacco a terra di alcuni edifici e favorire l’attraversabilità ciclopedonale dell’area, di riconnetterla al centro storico attraverso una riqualificazione di via Fogazzaro e via don Minzoni, di connettere l’area di progetto con Piazza Mercato e il museo Maga, di riorganizzare il parcheggio esistente di via Dubini.

Rigenerazione urbana 

Per quanto riguarda il patrimonio costruito esistente si prevedono diverse strategie in funzione del grado di vincolo e di interesse degli edifici esistenti. Nello specifico si punta alla rifunzionalizzazione degli immobili vincolati o di interesse, mentre gli altri potranno essere riconvertiti anche attraverso ampliamenti oppure essere riconsiderati alla luce del progetto di rigenerazione. La strategia prevede inoltre l’identificazione di alcune aree entro cui prevedere eventuali nuove volumetrie.
Sebbene in questa fase non sia possibile individuare puntalmente tutti gli interventi e le opere da realizzare, Arexpo avanza delle ipotesi progettuali che includono: la realizzazione di nuove opere pubbliche funzionali a diversificare l’offerta di servizi collettivi di carattere culturale e socio-sanitario; l’incremento delle aree verdi e delle piantumazioni; lo sviluppo di una connettività interna attraverso nuove strade e ciclo-pedonali; un sistema di connettività esterna attraverso la demolizione di alcune recinzioni; la realizzazione o l’adeguamento delle opere di urbanizzazione primaria,  l’insediamento di nuove funzioni pubbliche e private con destinazione residenziale, di piccolo commercio, terziario e direzionale, ricettivo.

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