Tarip Coinger, Gruppo Gic: «Troppa presunzione a discapito dei cittadini»

Coinger tarip tassa rifiuti

Sappiamo quanto possa essere complesso amministrare e prendere decisioni che, a consuntivo, talvolta si rilevano fallaci. Vediamo l’attuale difficoltà dei Sindaci e degli Assessori competenti che fino a qui hanno ratificato le decisioni e le linee strategiche del management di Coinger e ci domandiamo perché, nei mesi scorsi, non abbiano ascoltato la voce dei cittadini. La quale, in maniera decisa, si sta levando in questi giorni all’interno del bacino.
Al contempo assistiamo, da parte di Coinger, a cambiamenti di rotta improvvisi.
Per questo, noi amministratori locali del GIC, “Gruppo Intercomunale per i cittadini” facciamo alcune osservazioni in merito alla gestione societaria di Coinger e al rapporto con i Comuni soci.
Ci si interroga sul motivo per cui i vertici della società Coinger si rechino in alcuni comuni, comunicando alle utenze non domestiche la possibilità di annullare le fatture già emesse e di procedere a una loro riemissione sulla base di una riduzione delle dotazioni (bidoni) previsti in proiezione futura. In altre amministrazioni si applica la medesima prassi oppure si prevede il pagamento delle fatture iniziali, rimandando l’eventuale ricalcolo alle variazioni successive?
Si solleva inoltre una questione rilevante: come possono i Comuni in qualità di soci e contemporaneamente utenti, accettare fatture dirette prive di impegno di spesa o di un’apposita procedura di affidamento a Coinger?
Tali modalità sollevano dubbi sia sotto il profilo contabile, che amministrativo.
Ulteriori perplessità emergono in merito al servizio di raccolta dai pannoloni, attualmente al carico dei comuni, nonostante si tratti di un servizio rivolto agli utenti. Non sarebbe stato più opportuno prevedere la gratuità del servizio almeno come forma di sostegno alle fasce più fragili (anziani e nuclei con bambini), in un’ottica di welfare e di supporto alla natalità?
Il collegio sindacale e i revisori dei conti si sono espressi in merito a queste criticità?
Considerando che una società in House providing, per definizione, dovrebbe perseguire l’erogazione di servizi efficienti al minor costo possibile, la generazione sistematica di utili molto importanti risulta difficilmente giustificabile. Il conto consuntivo 2024 chiude con un’utile di quasi 500.000 €, a fronte di utili reiterati negli anni precedenti e di una previsione per il 2025 che si stima possa superare il doppio, causa dell’inasprimento tariffario che coinvolge tutti: privati, attività produttive, attività commerciali e le stesse amministrazioni socie. Il bilancio di previsione si attesta intorno ai 12,500 milioni di euro.
Se sono stati commessi errori nella previsione degli ingenti investimenti e dei relativi costi, se la qualità dei contenitori forniti e dei sacchi è inadeguata e se non si è tenuto conto delle fasce più deboli spesso residenti in abitazioni di piccole dimensioni, limitandosi a mero calcolo per numero di componenti nel nucleo abitativo senza alcuna perequazione legata ai metri quadri, almeno un’assunzione di responsabilità sarebbe auspicabile.
Sappiamo bene che è improbabile che arrivi, ostacolati da logiche di scadenze formali e da un atteggiamento presuntuoso, a discapito dei cittadini degli stessi Comuni soci che faticano a comprendere cosa stia accadendo.
Il re è nudo ma molti non se ne vogliono accorgere. Troppi restano concentrati su temi singoli ormai superati, trascurando un’analisi contabile e amministrativa sostanziale, che da almeno sei anni evidenzia un sistema strutturalmente critico.

Gruppo GIC

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