BUSTO ARSIZIO – Sta montando un caso politico in maggioranza sul tema della sicurezza. Alle dichiarazioni di Fratelli d’Italia, che frena sui volontari di scorta in stazione, replica l’assessore alla partita Matteo Sabba: «Una presa di posizione incomprensibile. Sembra un comunicato del PD». E le chat di maggioranza vanno in fibrillazione. Ai “Fratelli” la bacchettata dell’assessore “antonelliano” non vanno proprio giù.
Maggioranza tesa
Una vigilia della Festa di Liberazione all’insegna della tensione nella maggioranza di centrodestra che governa Busto Arsizio. Ad accendere la miccia sono le dichiarazioni del gruppo di Fratelli d’Italia, che sembrano mettere un freno alla sicurezza fai-da-te dei volontari che si sono offerti di scortare le donne all’uscita della stazione, dopo l’inquietante episodio dello stupro ai danni di una ragazzina di 14 anni. «Il presidio del territorio è compito esclusivo delle forze dell’ordine – sottolinea la nota diffusa dal capogruppo Paolo Geminiani – iniziative private, seppur mosse da buone intenzioni, rischiano di generare confusione, alimentare tensioni e compromettere la sicurezza stessa dei cittadini»».
Sabba bacchetta i “Fratelli”
Parole che l’assessore Sabba giudica «incomprensibili», soprattutto perché arrivano da un partito come Fratelli d’Italia che dovrebbe fare della sicurezza il proprio cavallo di battaglia. «Vengo da quell’area politica e non capisco una presa di posizione del genere. È un comunicato che sembrava del PD invece che di FdI». Nel merito, l’assessore della Lista Antonelli (e vicino a Lombardia Ideale) chiarisce alcuni dei dubbi sollevati dagli alleati: «Non è di una scorta, non sono armati né tantomeno mascherati, tanto che a chi si è presentato sui social in questo modo ho detto senza mezzi termini che ha fatto una cazzata – spiega Matteo Sabba – ma non c’entra niente nemmeno con il controllo di vicinato, che interviene quando succede qualcosa, mentre i volontari sono disposti ad accompagnare le donne alle auto proprio per evitare che succeda qualcosa».
L’incontro
Sabba incontrerà lunedì prossimo l’ideatore di questa proposta, l’ex poliziotto Massimo Germino, per capire se l’iniziativa è fattibile e in quali termini: «Mi sembra una persona di buon senso che non vuole sollevare polveroni ma che sta cercando di dare una mano con tanta buona volontà – sottolinea l’assessore – personalmente non ci vedo nulla di male se dei volontari, riconoscibili, accompagnano una signora alla macchina evitando che il bulletto o il tossico possano importunarle o peggio. L’ho fatto anche io qualche volta quando andavo all’università e mi capitava di accompagnare qualche signora che si sentiva poco al sicuro nel tragitto tra la stazione e il parcheggio. È un gesto di gentilezza, niente di più, che può prevenire situazioni spiacevoli».
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