Sottopasso e biblioteca, Barcaro (Noi per Somma): «Piantanida Pinocchio racconta favole»

SOMMA LOMBARDO – «Pinocchio aveva il naso che cresceva a ogni bugia. Per mera forma di paragone, a Somma Lombardo dovremmo iniziare a misurare le dichiarazioni con il metro da cantiere». La butta sull’ironia il consigliere d’opposizione Alberto Barcaro (Noi per Somma), che interviene sulla querelle delle opere incompiute in città e punta il dito contro Edoardo Piantanida Chiesa (Lavori Pubblici). Focus sui cantieri degli ascensori al sottopasso ferroviario e del seminterrato della biblioteca: «L’assessore si avventura in dichiarazioni che sembrano uscite più da una fiaba che da un verbale istituzionale. Il problema? La realtà racconta un’altra storia, fatta di ritardi, omissioni e contraddizioni».

«Finito ma fermo»

«A Somma Lombardo va in scena “Il Cantastorie: Pinocchio, il sottopasso e la biblioteca“», è il messaggio indirizzato da Barcaro all’assessore Piantanida. A partire dal sottopasso ferroviario «finito, ma fermo». E aggiunge: «Piantanida racconta che “ad oggi è ultimato, manca solo l’avvio degli ascensori”, peccato che già nel marzo 2025 si parlava di ascensori pronti ma inutilizzabili a causa di un vetro danneggiato. L’amministrazione, allora, rassicurava: non si trattava di un atto vandalico, ma solo di un problema tecnico». Quindi, l’affondo: «I documenti agli atti recitano ben altro: “Vista la necessità di sostituire le porte dell’ascensore lato via Mameli, piano -1, in quanto danneggiate da ignoti”». Le domande di Barcaro: «Vetro crepato o porte danneggiate da ignoti? Problema tecnico o atto vandalico? Il costo della riparazione, per la cronaca, supera i 5.600 euro. Altro che semplice vetro. E le telecamere hanno ripreso se è stato vandalico?».

Il «cantiere fantasma»

Poi la questione seminterrato della biblioteca, «cantiere fantasma». Dove si assiste «all’ennesima narrazione fiabesca». Prosegue l’ex leghista: «Secondo l’assessore “mancherebbero solo le finiture”. Una passeggiata sul posto, però, racconta un’altra realtà: cantiere fermo da mesi, area incustodita e accessibile a chiunque, nessun cartello obbligatorio che indichi la tipologia di lavori, come richiesto per legge anche nei cantieri pubblici». L’attacco: «Chiamare finiture uno stato di abbandono è un’offesa all’intelligenza dei cittadini».
Conclude: «Quando governare diventa un racconto e i continui slalom tra dichiarazioni contraddittorie e realtà dei fatti disegnano l’immagine di un assessore più adatto a raccontare favole che a gestire opere pubbliche. I cittadini meritano verità e trasparenza, non favole mal raccontate».

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