SAN GIORGIO SU LEGNANO – Negato il minuto di silenzio in memoria di Sergio Ramelli (nella foto, un murale a lui dedicato) a 50 anni esatti dalla morte dello studente di destra massacrato a colpi di chiave inglese a Milano da militanti dell’opposto fronte politico. È quanto successo nel consiglio comunale di ieri, martedì 29 aprile, a San Giorgio su Legnano, dove il sindaco Claudio Ruggeri e la maggioranza di centrosinistra si sono rifiutati di rendere omaggio a Ramelli «e a tutti i giovani la cui vita è stata stroncata dall’odio politico» con un minuto di silenzio, come richiesto dal consigliere del gruppo di minoranza “Uniti per San Giorgio” Samuele Trevisan.
Trevisan: «Persa occasione di superare le divisioni»
«Una richiesta civile, rispettosa, rivolta all’intera aula non come atto politico, ma come gesto umano e istituzionale» spiega Trevisan, per il quale Ramelli «oggi, cinquant’anni dopo, viene nuovamente messo da parte, perché il suo ricordo mette a disagio, rompe una narrazione comoda, svela le ipocrisie di chi parla di libertà ma teme la memoria. Ricordare Ramelli non è un atto di parte, è un atto di giustizia. È ribadire che in democrazia nessuno deve morire, né essere zittito, per le proprie idee. Negare oggi persino il silenzio per lui significa negare il dolore, la verità storica, il rispetto dovuto a ogni vittima della violenza politica. È un atto di vigliaccheria istituzionale che dimostra quanto ancora in questo Paese la memoria sia selettiva, condizionata da ideologia e pregiudizio. Abbiamo perso un’occasione – aggiunge il consigliere di opposizione – per dimostrare che le istituzioni sanno andare oltre le divisioni e riconoscere la dignità di ogni vita spezzata dall’odio».
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