LONATE POZZOLO – Corruzione a Lonate, Orietta Liccati ha presentato oggi, giovedì 15 maggio, ricorso in Cassazione impugnando la sentenza d’Appello che aveva confermato la condanna a tre anni in primo grado. La decisione della Massima Corte è attesa nelle prossime ore.
Ricorso tecnico
Molto tecnico il ricorso cartolare presentato dall’avvocato Carlo Alberto Cova, difensore di Liccati, che evidenzia quelli che – a parere della difesa – sono “errori” commessi dalla Corte d’Appello di Milano in secondo grado.
L’inchiesta
Liccati venne coinvolta, nel 2017, nell’inchiesta che portò all’arresto dell’allora sindaco di Lonate Pozzolo Danilo Rivolta, suo compagno. Secondo l’accusa, gli indagati nel 2017 avrebbero fatto parte di un ampio sistema corruttivo che avrebbe visto l’ex primo cittadino ricoprire un ruolo apicale. Un sistema che mirava anche a favorire in ambito urbanistico l’attività del fratello dell’ex primo cittadino, Fulvio Rivolta, a sua volta indagato nel 2017, quale titolare dello studio Proget.
In realtà la posizione di Liccati appare del tutto sfumata. Tanto da spingere il sostituto Pg, in sede d’Appello, a chiedere una riduzione del valore dei sequestri da 13mila a 3.100 euro. Di tale valore sarebbe la presunta mazzetta che, secondo l’accusa, Liccati avrebbe intascato. Per la difesa quel denaro rappresenta invece il legittimo compenso per un lavoro davvero svolto, così come asserito da diversi testimoni.
