LA ZAMPATA DI RE LEONE/ Cipollini: “Via le radio dalla schiena dei corridori: sono pericolose”

giro zampata cipollini
Mario Cipollini

di Claudio Ghisalberti

Chi meglio di Mario Cipollini, il più grande velocista di tutti i tempi, può parlare di volate? Ecco quindi che con Re Leone commentiamo la dodicesima tappa del Giro d’Italia. 

“Oggi (ieri, ndr) Kooij ha dimostrato che è forse il velocista più forte di questo gruppo.Gli altri sprint non sono andati come dovevano andare perché lui ogni tanto ha delle difficoltà a seguire i suoi uomini. Van Aert ha fatto un lavoro eccezionale, Affini prima di lui e l’olandese ha finalizzato un ottimo lavoro di squadra”. 

Negli ultimissimi chilometri Kooij ha perso un paio di volte, forse tre, la ruota di Van Aert che era l’uomo che lo doveva lanciare. Questa difficoltà a seguire  il compagno di squadra, da cosa può essere dovuta?
“Ma guarda, ci sono delle situazioni che non sono così semplici perché quando sei sul ciglio della strada e il tuo avversario a fianco vede passare Van Aert e si sposta di dieci centimetri, tu sei costretto a frenare, non puoi salirci sopra. È una situazione estremamente difficile quando sei costretto a in qualche modo a fare d’anguilla all’interno del gruppo. Per questo in quel caso servirebbe veramente la squadra. Servirebbero 5 o 6 uomini che fanno un certo tipo di lavoro”.

Si può dire che Van Uden, vincitore a Lecce e suo avversario, in pratica abbia anticipato troppo e di fatto lanciato la volata a Kooij?
“Fondamentalmente sì. Van Aert ha fatto, tra virgolette, un lavoro doppio – perché fare la progressione, fermarsi e ripartire non è così semplice e ti rimane nelle gambe – ed era già in fase calante. Van Uden è partito ma Kooij  se ne è accorto subito, aveva fiutato l’aria, gli ha preso la scia, l’ha sfruttata e l’ha passato per andare a vincere”.

Cipo voglio spostare il discorso sul tema sicurezza. Le radioline sulla schiena dei corridori mi fanno arrabbiare. Sono troppo pericolose. L’Uci dovrebbe cambiare le regole.
“Premetto che io non l’ho mai usata la radio, non l’ho mai voluta. Ho avuto anche delle difficoltà perché in squadra insistevano perché io la usassi ma non c’è stato nulla da fare. Una cosa stupenda l’aveva studiata nella metà anni 90 la Briko. Era un sistema radio integrato nel casco. Era stata fatta e ideata in modo eccezionale, però purtroppo ci furono problematiche legate alle frequenze che non si potevamo usare. Però ora sono convinto che si possano e si debbano ridurre gli spazi e le dimensioni della radio. Poi, è vero, va tolta dalla schiena dei corridori, magari messa sotto la sella, perché quando cadi ti spacca. Ai polmoni potrebbe creare danni gravi. Poi anche a  livello energetico e di equilibrio non so quanto la radio addosso non crei noie. Se ci tuffiamo qualche volta anche in altri ambienti, in altri sport, vediamo cose interessanti. Nel tennis, per esempio, ci sono giocatori che usano minuscoli sensori o dei piccoli pesi che vengono in qualche modo appiccicati al corpo per cercare il benessere e l’equilibrio. La radio invece, al di là dei suoi otto spigoli pericolosi, emana sempre un campo magnetico che credo che ti dia veramente delle negatività”. 

giro cipollini zampata – MALPENSA24
Visited 171 times, 1 visit(s) today