VARESE – Doppio asse Pd-Forza Italia in consiglio provinciale questa sera, lunedì 26 maggio. Sia sulla condanna del Remigration Summit di Gallarate che sui tagli ai fondi delle strade, entrambi temi dai forti connotati politici, i due gruppi – uno di centrosinistra e l’altro di centrodestra ma entrambi parte della strana maggioranza di Villa Recalcati – si sono schierati insieme. Con i partiti di centrodestra all’opposizione che hanno bacchettato gli azzurri. E una sopresa finale.
Mozione di condanna del Remigration
A presentare la mozione sul Remigration Summit il consigliere dem Stefano Bellaria. «A Gallarate si è parlato di idee che promuovono l’odio e la xenofobia – ha detto – molte voci si sono alzate per stigmatizzare l’evento, tra cui quella del presidente da cui abbiamo preso spunto presentando una mozione». Poi ha fatto riferimento alle parole odierne del sindaco di Gallarate Andrea Cassani. «È una mozione di tutta la maggioranza, non solo del consigliere Marchesi che è stato oggetto di una tirata d’orecchi metaforica». La mozione, si legge nel testo, «condanna fermamente ogni forma di propaganda politica che, pur celandosi dietro il principio della libertà di espressione, promuova idee contrarie ai valori fondamentali della Costituzione, in particolare quelle che si richiamano alla “remigrazione” o ad altri concetti ispirati a visioni etnicamente discriminatorie». Sul testo non c’è stata convergenza con l’opposizione. «Abbiamo tentato di emendarla: apprezzo lo spirito ecumenico del presidente ma una mozione su questo tema non può essere unitaria», ha detto Leslie Mulas di Lombardia Ideale. «Nessuno ha parlato apertamente di deportazione: è un dibattito serio che ci pone il problema di come diventerà la nostra società nei prossimi 20 anni. Non capisco come gli amici di Forza Italia che al governo con noi stanno portando avanti politiche di contrasto all’immigrazione clandestina si vadano ad appiattire: inseguire la sinistra su questi temi non ci porta a niente».
Albania e periferie
Marco Colombo di Fratelli d’Italia ha parlato di una «mozione pensata male, scritta peggio e presentata in modo impresentabile. È invotabile. Ai miei amici di Forza Italia dico: perché sostenere una mozione di questo genere quando il ministro Tajani è un fermo sostenitore del rimpatrio? Quello che viene fatto in Albania è questo ed è fatto dal vostro ministro». Poi il leghista Sergio Ghiringhelli: «Non sono d’accordo con tutto quello che è stato detto a Gallarate, ma il problema esiste. L’immigrazione selvaggia mina le fondamenta del nostro vivere sociale». Per Forza Italia non ha risposto Marchesi ma il vicepresidente Giacomo Iametti, che ha detto di condividere gli interventi del centrodestra ma ha fatto poi un distinguo. «Sappiamo benissimo dove stanno andando le periferie delle nostre città, però stiamo parlando di un altro fatto. La mia grande preoccupazione è vedere come relatori gente che nega l’olocausto o fa battute sui forni crematori: su questo condivido la mozione». Alla fine l’intervento del presidente Marco Magrini: «La democrazia ha dei limiti: tante questioni sono condivisibili, ma esulano un po’ dal tema. Questa mozione non vuole attaccare Gallarate o il suo sindaco, ma vuole condannare quello che è stato detto in quell’evento. È una mozione che vuole unire, non dividere». Il testo è stato approvato con il voto favorevole della maggioranza e contrario dell’opposizione.
Sui tagli alle strade l’opposizione se ne va
Quindi il tema della riduzione delle risorse alle Province per la manutenzione delle strade, con una mozione che chiede al presidente della provincia di farsi portavoce presso Parlamento e Ministero per richiedere il ripristino dei fondi originariamente previsti. «Secondo me è giusto che il consiglio dica al Governo e al Parlamento che non è corretto che vengano tolte il 70% delle risorse destinate alle strade: vi chiedo un senso di responsabilità», ha detto il presidente Magrini. Ghiringhelli ha risposto che non è vero che i soldi tagliati alle province serviranno a finanziare il ponte sullo Stretto di Messina. «È una balla questa: il Ministero sta lavorando per ripristinare gli stanziamenti in cui hanno dovuto prevedere dei tagli. Stanno facendo di tutto per trovare i soldi e questa mozione va in una direzione opposta». Nell’ottica di giungere ad una convergenza il consigliere di La Provincia al Centro Matteo Marchesi ha suggerito di togliere dalla mozione i riferimenti al ponte di Messina. «Però ci deve essere la condivisione del voto». Controproposta di Mulas: «Questa mozione è stata pensata male, propongo che sia ritirata e che venga ritirata nel prossimo consiglio con un impianto diverso, più istituzionale: così è pretestuosa e un po’ divisiva». Poi rivolgendosi ai forzisti: «Il sottosegretario alle infrastrutture è di Forza Italia». Magrini contrario all’idea di rinviare: «È una mozione da presentare ora, non tra 15 giorni quando non serve a nulla». Il consigliere di FdI Marco Colombo è stato categorico: «Non sta né in cielo né in terra che un presidente si deve autofirmare le mozioni: non ho mai visto un sindaco fare cosìi». La mozione è andata ai voti togliendo i riferimenti al ponte sullo Stretto, ma a quel punto le opposizioni hanno deciso di uscire. «Grazie per il senso di responsabilità ai consiglieri», ha detto in tono ironico Magrini. «È un comportamento vergognoso».
Capitolo Agenzia Formativa
Tra i punti all’ordine del giorno anche la situazione dell’Agenzia Formativa: tra le novità il raggiungimento dell’accordo sindacale in merito al 2024, con l’agitazione rientrata. In corso trattative anche per il 2025. «Il problema agenzia formativa lo stiamo affrontando, abbiamo fatto incontri in maggioranza ma anche in commissione coi capigruppo», ha detto il presidente Magrini. Alla richiesta di Ghiringhelli di istituire una commissione di inchiesta ha risposto parlando di una forzatura. «Ci sembra prematura, ma una nuova commissione capigruppo dopo i prossimi passaggi tra il presidente Lesica e i sindacati ritengo opportuno farla».
Un preside all’Agenzia Formativa della Provincia di Varese: Claudio Lesica nel cda
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