Divieti, imprevisti, diretta extralarge. «Ma il Palio 2025 è stato un successo»

legnano palio

LEGNANO – Un Palio riuscito come meglio non poteva o quasi, nonostante tanti imprevisti. E che sta lavorando per una resa televisiva ottimale, dopo l’esperienza rinnovata con Rete55 e alla luce dei tempi tanto dilatati da risultare improponibili per una diretta. Fondazione Palio e supremo magistrato (cioè il sindaco) hanno fatto il punto oggi, venerdì 30 maggio, sull’edizione 2025 (nella foto sotto), consci delle difficoltà ma anche proiettati verso il futuro, rappresentato dall’850° anniversario della battaglia che ricorrerà l’anno prossimo.

Radice: «Critiche ingenerose, serve più considerazione»

legnano palio fondazione«Al termine di questa cavalcata mi sento di dire che anche quest’anno è stato un bellissimo Palio» ha esordito Lorenzo Radice, che poi se l’è presa con le «critiche ingenerose e immotivate anche verso il Comune, non l’amministrazione ma il Comune. Il Palio è un bene della nostra città e della nostra terra. Stiamo facendo salti mortali per portarlo dall’essere “un bel gioco” come lo ha definito monsignor Cairati a un asset fondamentale per l’identità e per il nostro territorio. Chiedo più rispetto. Stiamo ottenendo riconoscimenti importanti ma che vengono sminuiti, come presentarlo al Parlamento europeo, essere riconosciuti fra gli 8 Palii nazionali dal ministero del Made in Italy, e anche aver ristrutturato la Fondazione che in pochi anni ha accresciuto gli sponsor. Basta? Certamente no, c’è ancora molto da fare. Il Comune non si tirerà indietro in anni segnati da profondi cambiamenti – ha aggiunto il primo cittadino – Quando sono arrivato il movimento si stava spegnendo, l’abbiamo fatto ripartire in una logica sinergica con la Fondazione, facendo investimenti prima impossibili senza gioco di squadra. Dobbiamo crescere ancora e andremo avanti a farlo».

Da parte sua, il presidente della Fondazione Palio Luca Roveda ostenta soddisfazione. «Abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo ripromessi. La crescita va di pari passo con il consolidamento. Gli sponsor sono andati oltre le aspettative, procediamo seguendo due linee di azione: le riprese tv e portare persone dentro il Palio, oltre ai contradaioli, agli eventi fuori dalla corsa, come la Veglia della Croce, la Messa in piazza, la Traslazione. I tempi lunghi della mossa? Fanno parte del Palio, senza sarebbe un’altra cosa». Roveda sottolinea poi la presenza dei ministri Musumeci a Roma alla presentazione del francobollo e dell’annullo filatelico dedicati e Giorgetti a Legnano per la stessa occasione. «Per il 2026 – preannuncia il presidente – stiamo lavorando per eventi ancora più importanti e di rilevanza nazionale».

Monaci: «Che stress test la sfilata…»

Chi guarda ai problemi è il Cavaliere del Carroccio Andrea Monaci. Il primo, imposto dal governo, è stato il decreto che ha posto fine all’impiego dei cavalli purosangue: divieto a cui anche Legnano d’ora in poi dovrà adeguarsi e su cui gli animalisti hanno innescato l’immancabile polemica. Ma non solo. «Con le sue 1.200 persone – ha detto Monaci – la sfilata è uno stress test molto importante. Ci sono state una serie di criticità imprevedibili, prontamente risolte dall’organizzazione su tutto il percorso anche grazie ai 4 “check point” collocati in punti chiave. Il Palio sorprende sempre per quello che ti mette davanti. I tempi della sfilata sono stati soddisfacenti; il Carroccio, nonostante una severissima revisione invernale, ha presentato ancora problemi a freni e ruote, così lo abbiamo fatto tirare da un trattore anziché dai buoi nel sottopasso della ferrovia, come avvenuto in passato».

L’attenzione agli animali – meritato vanto del Palio –  ha trovato conferma anche nell’esclusione dalla seconda batteria del cavallo di San Domenico, innervositosi per il prolungarsi della “mossa” al punto da non voler più correre. «Mi spiace molto per quanto successo: una simile decisione vanifica gli sforzi di un anno di contradaioli e reggenza. Rivolgo loro un immenso ringraziamento per come hanno preso una simile decisione, tutt’altro che facile. Stiamo facendo un salto qualitativo – ha proseguito il Cavaliere – che mi rendo conto che non è visibile, ma che si apprezza quando ci sono problemi come sono avvenuti quest’anno. Ringrazio gli oltre 60 volontari per il servizio prestato domenica e stiamo pensando a dei cambiamenti per il format delle prove, facendole a batteria come nella corsa».

Boom per manieri aperti e festa medievale

legnano palio festa medievaleA fare i conti dell’edizione di quest’anno è stato il vicepresidente della Fondazione Alberto Romanò, a partire dal «particolare successo della giornata dei manieri aperti grazie anche al bel tempo, al villaggio medievale al Castello e ai trenini, che hanno fatto corse straordinarie perché presi d’assalto anche oltre l’orario previsto: in tutto con essi abbiamo mosso 1.800 persone all’interno delle Contrade. Grande folla anche per la festa medievale al parco Falcone Borsellino (nella foto sopra), pure dopo il passaggio della sfilata: una giornata di grande interesse e un’occasione per avere una città sempre più in movimento. Stiamo arrivando alla fine, ma le porte del Palio non si chiudono mai».

Mentre il consigliere Massimiliano Roveda ha parlato di «immagini della manifestazione trasmesse in streaming con una definizione impressionante, per le quali è stato fatto un grande investimento. Le visualizzazioni sul canale YouTube sono state 70.000 il giorno del Palio, 115.000 ad oggi, con 29.000 nuovi spettatori e 374 nuovi iscritti che ci avvicinano a cifre dei broadcaster professionisti. Gli inconvenienti tecnici in partenza sono stati risolti dopo mezz’ora e nonostante le immagini televisive “alla vecchia maniera” abbiamo riscontrato grandi risultati di audience».

Verso un “film” della domenica

I tempi della domenica del Palio, però, rimangono lunghissimi: una decina di ore dalla Messa del mattino alla proclamazione del vincitore. Per questo, come rivelato da Massimiliano Roveda, la Fondazione è al lavoro su un progetto che potrebbe vedere la luce l’anno prossimo basato su una sorta di film montato con le immagini salienti della giornata. «Un racconto per immagini con “pezzi” di riprese – ha spiegato – più sintetico e continuo da trasmettere come se fosse una diretta tagliando i tempi vuoti, riducendo il tutto a 45 minuti per essere appetibili su canali televisivi nazionali e internazionali. Sarà prodotta una puntata pilota per sondare chi può essere interessato. Un nuovo inizio che spero porti risultati importanti».

Sulle penose condizioni esterne dello stadio – pari a quelle del muro, pieno di scarabocchi, che ha fatto da fondale alla festa al parco – Radice ha risposto così a Malpensa24: «I contatti presi con gli amministratori del palazzo del parco non hanno portato a nulla, ma ci lavoreremo ancora. Sullo stadio, grazie all’avanzo di bilancio proseguiremo i lavori dopo quelli per la messa a norma degli impianti di scurezza, che ci ha fatto penare non poco, e sulle tribune. Mancano le facciate e la copertura, stanzieremo risorse per renderlo più adeguato. Certo, per crescere ancora oltre uno stadio tutto esaurito ci vorrebbe l’arena, per cui occorre un percorso di anni. Se ne parla da tanto, ma fino ad oggi non c’erano le condizioni che invece ora, grazie alla Fondazione, ci sono e che permettono di cominciare a fare dei progetti».

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