JERAGO CON ORAGO – «Molte ombre, poche luci». Parlano di «criticità», di cittadini «delusi, esasperati e amareggiati per un servizio complicato, inefficiente e poco comprensibile». In numeri, da un punto di vista politico, vale 2500 firme raccolte per alzare la voce contro un «livello inadeguato». A gamba tesa contro Coinger. Ma soprattutto contro la Tarip, la nuova tariffa puntuale dei rifiuti entrata in vigore dal 2025 in 18 dei 22 Comuni soci. Questo il tema affrontato dal Gruppo intercomunale per i cittadini, che si è riunito oggi – 3 giugno – a Jerago con Orago per fare le pulci all’azienda.
2500 firme raccolte
«Tante lamentele sui servizi, sui bidoni, sulle tariffe, sulle manutenzioni», le parole di Salvatore Marino, capogruppo in opposizione a Jerago con Orago. «Vogliamo discuterle con la politica, perché è la parte votata dai cittadini. Che ora vogliono risposte». Nei prossimi giorni, le firme raccolte con la petizione verranno portate al presidente dell’assemblea dei soci, Mauro Croci, «con il quale ci confronteremo per cercare di migliorare il servizio». Guarda il video:
In questo modo il Gic ha voluto mantenere l’attenzione sulla «Tarip in salsa Coinger», ha detto detto Riccardo Cattaneo, consigliere comunale a Bodio Lomnago. «C’è una voce diffusa di malcontento per il livello di servizio, della tariffa e della gestione di questo passaggio definito una “rivoluzione” che, però, secondo noi, ha parecchio margine di miglioramento». I dettagli qui sotto:
Le critiche
Con loro presenti anche Fabio Raiola (Castronno), Andrea Panfili (consigliere di minoranza a Jerago con Orago), Mara Tamantini (consigliere di minoranza a Jerago con Orago), Antonello Crosta (consigliere di minoranza a Cavaria con Premezzo), Pasquale Carrozzo (consigliere comunale di minoranza a Oggiona con Santo Stefano) e Nadia Dal Secco (consigliere di minoranza a Besnate). Con una lunga nota congiunta hanno criticato il servizio («Ha suscitato scetticismo e perplessità»), riferendosi ai «mastelli malgestiti» e ai «problemi di igiene e decoro urbano». Ma anche alla «documentazione e bollettazione poco chiare». Guardando i Pef approvati nei vari enti locali, hanno aggiunto, «emergono dati allarmanti con una crescita del 104% in 6 anni, con 5 Comuni in meno e 15mila abitanti in meno».
Numeri sotto attacco
Poi, l’attacco sui numeri: «Coinger afferma che il 63% delle famiglie ha registrato un risparmio con la nuova tariffazione. Ma il presunto risparmio per il 2025 viene calcolato rispetto al 2024, che è stato l’anno più caro della storia. A parità di altre condizioni, le tariffe dal 2018 al 2024 sono salite in media del 60%, dunque oggi è facile ridurre del 3-5% i costi per determinate categorie e “cantare vittoria” con titoloni sui giornali, prevedendo risparmi contenuti che passano, per esempio, da 220 a 210 euro annui. Peccato che prima la stessa famiglia ne pagava 150». La domanda: «È davvero un risparmio, o l’ennesimo tentativo di auto-giustificarsi?». E ancora: «Non viene spiegato come siano stati calcolati i dati, né cosa accade al restante 37% degli utenti che ha subito rincari. Quasi il 40% delle utenze private subirà un aumento, con alcune di esse che vedrà rincari superiori anche di 100 euro annui». Fino all’affondo: «Altro che “famiglie premiate”».
Secondo il Gic, la tariffa puntuale «non premia gran parte degli utenti». Infatti, «l’elevata quota fissa e le dotazioni standardizzate per categorie di utenti non permettono a molti cittadini di risparmiare davvero, nemmeno se producessero pochi rifiuti. I costi fissi, pari ad oltre l’85% del totale, fanno perdere senso al concetto di tariffa puntuale». Insomma, concludono, «i numeri estrapolati ad arte non bastano».
Coinger, parte la raccolta firme contro la nuova Tassa rifiuti (Tarip) in 12 Comuni
