Il bello di lavorare in provincia di Varese

camera commercio varese
La sede della Camera di Commercio di Varese

Pronti a mettere soldi per incentivare la scelta di risiedere in provincia di Varese a scopo occupazionale. L’iniziativa è della locale Camera di Commercio che lancia un bando per coloro che, under 40, intendono abitare nel territorio varesino e qui trovare lavoro. Si tratta di un intervento a favore delle aziende che faticano ad assumere personale specializzato e non solo, rischiando addirittura di ridurre la produzione per carenze numeriche di dipendenti.

Un problema tutt’altro che secondario in un territorio ad alta densità industriale, che ha bisogno di incentivi anche sul versante delle maestranze per restare in cima ai primati economici della Lombardia e del Paese. Bonus di seimila euro spalmati su tre anni per chi si trasferisce nel Varesotto e sfrutta una delle tante occasioni di lavoro che offre il tessuto produttivo locale. Tutt’altro che un’idea peregrina alla luce di un contesto complicato, con i giovani laureati nelle due università del posto, l’Insubria e la Liuc, e con i diplomati nelle diverse scuole professionali che, pur numerosi, non sono sufficienti a coprire i vuoti: un’ampia percentuale di essi emigra altrove. Sceglie la dirimpettaia Svizzera, ad esempio, dove gli stipendi sono spesso il doppio di quanto si può guadagnare in Italia.  Così la Camera di Commercio scende in campo in modo concreto, promuovendo le opportunità occupazionali con una regalia a fondo perduto per coloro che, arrivando da un’altra provincia, intendono coglierla.

Altre volte, a diversi livelli istituzionali, si è provato a pubblicizzare i punti di attrattività del Varesotto e di alcune sue città. Progetti a scopo turistico, come quello dell’amministrazione provinciale con gli slogan “Varese land of tourism” o “Do you lake?”, tesi a reclamizzare le bellezze paesaggistiche e artistiche dell’intera area, non sempre considerate come meritano, a cominciare dai quattro siti Unesco che danno ulteriore prestigio al territorio. Fino alle proposte di Busto Arsizio che, addirittura, sfruttando un bando regionale, ha tapezzato Milano con manifesti che promuovevano la città e le sue ottime condizioni di vivibilità e, quindi, di qualità della vita. “Il bello di vivere a Busto” era l’annuncio che avrebbe dovuto catturare l’attenzione dei milanesi o di coloro che, per qualche ragione, compresa quella economica, erano (sono) alla ricerca di situazioni residenziali comode quanto convenienti.

Ora si aggiunge “il bello di lavorare in provincia di Varese”, spot che, parafrasando Busto, suggeriamo in scia a quanto proposto dalla Camera di Commercio, che alla pubblicità, alla promozione virtuale di una località, al lancio di un qualunque prodotto, scuce denaro. Se non è la ciliegina sulla torta, di sicuro è un incentivo di quelli che, come tutte le réclame, colpiscono l’immaginario collettivo e dei singoli, lusingano e attraggono, e, nel caso in questione, fanno anche bene al portafoglio. Con una spinta indiretta alla competitività, allo sviluppo produttivo ed economico di una provincia che racchiude in sé molte chance per continuare a crescere sui diversi versanti. E combatte contro una congiuntura nazionale ed internazionale che, com’ è facile capire, non le è di certo favorevole.

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