Remigration, Cassani replica a don Florio: «Idolo di qualche represso di sinistra»

Gallarate cassani don florio
Andrea Cassani e don Andrea Florio

GALLARATE – «Ormai ne vediamo di tutte, poi magari c’è qualche pretino che ci scomunica perché non siamo andati a votare sul referendum per dare la cittadinanza a qualcuno». E’questo un passaggio della consueta diretta Instagram del lunedì del sindaco di Gallarate Andrea Cassani. Commentando l’esito delle votazioni che si sono chiuse oggi, 9 giugno, alle 15, senza il raggiungimento del quorum, ha introdotto quella che è apparsa a tutti gli effetti una replica alla dura critica rivolta da don Andrea Florio a lui e a tutti gli amministratori in merito al Remigration summit, ospitato al teatro comunale Condominio lo scorso maggio. 

Noi abbiamo monsignore 

Pur senza citare direttamente il cappellano dell’ospedale di Gallarate, il riferimento è apparso quantomai esplicito. «Tra l’altro – ha proseguito nel discorso – in tanti mi avete segnalato di qualche prete che fa prediche politiche più che prediche cattoliche, ma evito di parlare. A Gallarate abbiamo monsignore (don Riccardo Festa, ndr) ed è lui il riferimento della comunità. Se c’è qualche aspirante monsignore che vuole fare carriera nella chiesa e utilizza la politica per farlo, secondo me non vale neanche la pena di spenderci più di tante parole». E ancora: «Poi capisco che possa diventare l’idolo di qualche represso di sinistra, ma a noi non fa né caldo né freddo. Continui pure a fare il prete, noi andiamo avanti così».

I soldi li accettano 

Secondo don Florio, intervenuto a margine del dibattito dell’ultimo consiglio comunale, ospitare a Gallarate il raduno dell’ultra destra europea non è stata «una cosa normale» e «chi non ha preso posizione contro tutto questo diventa complice, rendendosi quindi conniventi con il male». Parole molto dure, a cui il primo cittadino ha voluto rispondere sottolineando che come amministrazione comunale «non ci sentiamo né di essere scomunicati né di essere fascisti». E ha aggiunto: «Noi come Comune aiutiamo, diamo 37mila euro come tutti gli anni agli oratori, non è un obbligo e non mi pare che non accettino queste risorse. Riteniamo dunque di poter tranquillamente amministrare la città anche se a qualche sacerdote questo non va giù». 

Gallarate, don Andrea Florio “scomunica” chi non si dissocia dal Remigration

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