BUSTO ARSIZIO – Le bollette Tarip scaldano la seduta della commissione bilancio e mettono zizzania in maggioranza. Facendo sbottare il sindaco: «Esagerati, non è questo il modo per chiedere spiegazioni» le parole di Emanuele Antonelli, rivolto al capogruppo della sua lista civica Marco Lanza e al consigliere del gruppo misto Emanuele Fiore – entrambi tesserati della “nuova” Forza Italia – che avevano usato toni battaglieri nei confronti dei vertici di Agesp Spa presenti in audizione.
Le bordate di Lanza
«I colleghi di maggioranza non hanno firmato l’audizione ma forse sono più scatenati di noi» ammette Fiore, consigliere di minoranza del gruppo misto e primo firmatario della richiesta di convocazione. È in particolare Marco Lanza, capogruppo della Lista Antonelli ma in procinto di andare a costituire il nuovo gruppo di Forza Italia, a mettere sulla graticola la società partecipata. Parlando di «errori grossolani in questa modifica epocale, che non ci ha ordinato il dottore ma nemmeno Arera. Venduta come una strada verso l’abbassamento della tariffa, legata alla virtuosità». E difendendo la richiesta delle minoranze dopo che il direttore generale di Agesp Spa Gianfranco Carraro aveva definito «un falso allarme» preoccupazioni espresse dai consiglieri: «Ma l’audizione non è un abbaglio – tuona Lanza rivolto ai vertici di Agesp – da voi mi aspetto professionalità. Sul problema delle utenze fantasma dateci risposte concrete prima di sparare dati. Non può sorprenderci il fatto che ci siano cittadini che non pagano, ma a questo giro è il Comune che ha salvato Agesp con un’iniezione di denaro».
I chiarimenti di Agesp
A innescare l’audizione chiarificatrice erano stati in particolare «lo tsunami» di mail di spiegazione svelato dal dg Carraro nella conferenza stampa di fine maggio e la stima di «circa 5000 utenze fantasma» riportata dal sindaco Antonelli nella stessa occasione. Dati che il presidente di Agesp Spa Francesco Iadonisi ha ridimensionato come «estrapolazioni della stampa in un discorso più ampio», chiarendo che il dato “incriminato” di 5000 «non sono tutte persone che non pagano ma situazioni da verificare». E sul milione di euro con cui il Comune ha evitato gli aumenti della tariffa rifiuti, Iadonisi rivela che «se fosse rimasta la Tari non sarebbe cambiato nulla». Carraro invece si è concentrato sui numeri. Come le «1734 e-mail arrivate dopo l’ondata, tra reclami veri e propri, segnalazioni e richieste di informazione, pari al 4,12% del totale delle utenze, di cui il 64% già evase. Ma sono dati vicini a quelli dell’andamento storico del Comune, e questo mi conforta in un momento di discontinuità del sistema». A proposito delle utenze fantasma, «numero stimato sullo storico delle altre esperienze analoghe di passaggio alla Tarip», Carraro aggiunge che «ci sono già 1198 nuove attivazioni tra gennaio e maggio 2025, cittadini che non erano registrati». E poi «un migliaio di posizioni relative ai defunti, con gli eredi subentrati in diversi casi», e ancora le coppie di fatto, da verificare caso per caso. Sono emersi anche «utenti che dichiaratamente non pagano», ma da settembre per chi non è in regola, annuncia il Dg, «scatterà la messa in mora con addebito delle spese di recupero».
Il dibattito
Anche il consigliere di Fratelli d’Italia Max Rogora parla apertamente di «errori di comunicazione», ammettendo: «Siamo partiti bene, ma non bene. Ora troviamo i furbetti». Accusa a cui Agesp ribatte colpo su colpo. «In 14 incontri pubblici ci siamo presi tanta di quella spazzatura in faccia» rivela Iadonisi. «Abbiamo speso 20mila euro per inviare lettere casa per casa ma se la gente non legge…» gli fa eco Carraro. In maggioranza c’è anche Orazio Tallarida che difende l’iniziativa della Tarip: «Se ci sono stati tutti questi problemi, quando ci obbligheranno saremo a buon punto. E forse con questo sistema si è riuscito a capire quanta gente non pagava».
Antonelli senza freni
Ma col passare del dibattito il clima si fa teso. Prima Marco Lanza attacca direttamente Iadonisi, peraltro espressione della stessa Lista Antonelli: «Sono basito dall’abbandono dell’aula da parte del presidente di Agesp, che non ha risposto a una mia domanda e ha proferito una minaccia velata, e altrettanto basito dal fatto che abbia detto che si è preso una valanga di insulti, perché fa parte del lavoro. Non voleva prenderseli? Non faceva il presidente di Agesp e non proponeva la tariffa puntuale». E quando Emanuele Fiore accusa il dg Carraro di aver dato una risposta con «un tono che sa di presa in giro», il sindaco Antonelli non ce la fa proprio a non intervenire. «Nessuna presa per il culo – testuali parole – non venitemi a dire del modo, il modo che avete avuto Lanza e te è esagerato. E mi appello al consigliere Cascio che dice che sono sempre incazzoso, per chiedergli se si è accorto che i vostri modi di fare domande erano un po’ come i miei di solito… È il vostro modo che è sbagliato, soprattutto il suo». E qui il dito era puntato verso Marco Lanza: «Fossi stato in lei non avrei votato questa cosa visto che da sempre non la può vedere. Ma visto che ci dite sempre che non guardiamo al futuro, una volta che abbiamo anticipato una cosa, vedo il modo in cui la affrontate… Complimenti!».
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