La Lega bussa a Città metropolitana per un nuovo polo scolastico a Magenta

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Da sinistra: Kevin Bonetti, Simone Gelli, Christian Colombo e Luca Aloi

MAGENTA – Un nuovo polo scolastico a Magenta per gli oltre tremila studenti che frequentano le scuole medie superiori della città. A chiederlo a Città metropolitana, che ha la competenza in materia, è la Lega cittadina, anche sulla base delle precarie condizioni di alcuni istituti. Come il Liceo Quasimodo, dove lo scorso gennaio ci furono problemi al riscaldamento e la caduta di un controsoffitto; o il Bramante, da anni alle prese con magagne di natura strutturale e impiantistica.

Ancora da decidere quanti e quali istituti, compresi quelli tecnici, potrebbero essere compresi nel polo auspicato, e di conseguenza la sede, anche se 15 anni fa se n’era individuata una possibile vicino al Liceo Bramante. In compenso, le risorse non mancano, almeno in teoria: la Lega guarda al tesoretto da 40 milioni appena stanziato dalla Città metropolitana di Milano con l’avanzo di bilancio. E invita l’ente a venire incontro ai bisogni del territorio al di là degli steccati politici.

Risorse dal “tesoretto” dell’avanzo di amministrazione

«Le diverse criticità degli istituti magentini derivano dalla Legge Del Rio che, svuotando le Province, ha ostacolato gli investimenti e ridotto l’attenzione al territorio – ha esordito oggi, mercoledì 2 luglio, il segretario cittadino della Lega Kevin Bonetti nella sede del Movimento a Pontevecchio (nella foto in alto) – Ancora una volta vogliamo dimostrarci collaborativi e costruttivi anche con un ente amministrato dal centrosinistra. È questione di volontà politica e di soddisfazione dei bisogni del territorio».

«Mancano le manutenzioni e le conseguenze sono evidenti – ha messo il dito nella piaga il consigliere metropolitano Christian Colombo – dopo che la riforma Del Rio del 2014 dimezzò il personale. Negli anni però si è accumulato un avanzo di amministrazione che, rispetto alle risorse di quello nazionale, non si può certo definire un Pnrr, ma che sono a disposizione e derivano dagli introiti dell’imposta sull’autonoleggio, della RC Auto e da spese non effettuate, proprio perché gli uffici sono sguarniti e non tengono il passo di bandi e progetti. Il fabbisogno degli istituti superiori del Magentino, cui si aggiungono i problemi del Marcora di Inveruno, ammonta a 63 milioni di euro per sistemi antincendio, impiantistica e lavori di ampliamento. Senza contare che l’attuale plesso in via Colombo è a 1 km dalla fermata del Tpl più vicina».

Colombo: «Necessario intervento risolutivo»

Sulla base di queste e altre considerazioni, la Lega afferma la necessità di investire risorse sul territorio, ma non rincorrendo le emergenze, bensì guardando più lontano. «C’è la necessità di un intervento efficace di Città metropolitana – riprende Colombo – testimoniata anche da dirigenti scolastici, studenti e famiglie. Al netto di alcune scelte su cui non siamo troppo d’accordo, il “Pnrr metropolitano” mette sul piatto risorse che si aggiungono ai 400.000 euro stanziati dal ministero delle infrastrutture per la progettazione del nuovo Liceo Quasimodo, l’istituto del Milanese che ha richiesto più soldi per interventi, peraltro non risolutivi. Dup e Piano delle opere triennale dell’ente prevedono ingenti risorse per Magenta. Chiediamo di creare una voce di bilancio per la costruzione di un polo scolastico per gli oltre tremila studenti delle superiori (oggi sono iscritti in 987 al Bramante, 1.014 al Quasimodo e 1.227 al comprensivo Einaudi, nda) che arrivano qui anche da fuori città, da Abbiategrasso a Inveruno e da tutti i comuni vicini. Sulle risorse – incalza il consigliere di Città metropolitana – proprio questo è il momento di partire, con l’ente che ha stanziato 110 milioni per lavori nelle scuole medie superiori di quelli resi disponibili dal Pnrr: c’è un potenziale umano, tecnico, finanziario per ragionare su un progetto come questo, che stimiamo possa costare 78 milioni, cifra che sarà possibile coprire nel 2026 sulla base della proiezione degli introiti citati». Solo un nuovo liceo costerebbe tra i 20 e i 30 milioni, ma un accordo di programma potrebbe mettere allo stesso tavolo anche Regione e governo.

Gelli: «Aspettiamo risposte, finora mancate»

Fa da sponda al progetto l’amministrazione comunale, nelle persone dell’assessore all’urbanistica Simone Gelli e del presidente del consiglio comunale Luca Aloi. «Magenta – ricorda quest’ultimo – è in una posizione unica sulla linea tra il polo universitario di Rho e Novara: avere qui un polo che intercetti tutti i bisogni futuri degli studenti è una partita da giocare sulla formazione dei ragazzi in maniera egregia. La nostra porta è aperta».

La richiesta della Lega, tira le somme Gelli, «condensa anni di battaglie. Città metropolitana dovrebbe spendere meglio i soldi, che è in forte difficoltà a spendere, ascoltando le amministrazioni che hanno idee e progetti per il territorio. Magenta è una città polo, punto di riferimento scolastico e non solo per un’area vasta. Siamo in fase di redazione del Pgt, momento importante di programmazione della nostra città. C’è anche un corso infermieristico universitario, intorno abbiamo Mind, Malpensa, la nuova superstrada per Vigevano; siamo sede di arrivo di Movibus e altri vettori su gomma, capolinea da Settimo, lavoriamo alla ristrutturazione dello scalo ferroviario: tutti elementi che fanno pensare che Magenta possa intercettare maggiori interessi e accogliere ancora più studenti anche da fuori provincia, e potremo farlo solo con nuovi spazi e servizi. Città metropolitana lo ha capito? – incalza l’assessore della giunta Del Gobbo – Prenda una posizione chiara, che non ha mai preso. Mi auguro non faccia lo struzzo come in precedenti occasioni e abbia un sussulto di organizzazione territoriale per una struttura che serve tantissimo».

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