Processo Mantide, «L’omicidio di Ravasio lo pianificarono mia madre e Ferretti»

L'auto usata per uccidere Fabio Ravasio

BUSTO ARSIZIO – «L’omicidio di Fabio Ravasio lo stavano pianificando da mesi mia madre e Massimo Ferretti». Ridefinisce i ruoli di Adilma Pereira Carneiro, brasiliana di 50 anni, e di Ferretti, ex amante della donna Igor Benedito, 27 anni, figlio della “mantide di Parabiago” che oggi, lunedì 14 luglio, ha reso esame davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Busto Arsizio dove è imputato, con la madre, Ferretti e altre cinque persone, per l’omicidio di Fabio Ravasio, 52 anni, investito e ucciso a Parabiago il 9 agosto 2024.

O lo fai o sei fuori dalla famiglia

Alla guida della Opel che ha ucciso il 52enne c’era proprio Benedito. Che oggi in aula lo ha confermato. Il 27enne ha però ricollocato madre ed ex amante della donna in seno alla pianificazione dell’assassinio. Ferretti ha già dichiarato di essersi fatto coinvolgere perché innamorato di Adilma e per aver creduto alla donna che accusava Ravasio di maltrattarla accusandola di essere la mente di tutto. La 50enne, per contro, si è sempre detta estranea ai fatti accusando Ferretti di aver ordito il tutto perché folle di gelosia nei suoi confronti. Benedito coinvolge entrambi mettendoli sullo stesso piano. «Mia madre e Ferretti mi chiesero di guidare l’auto – ha detto il 27enne in aula – Me lo chiesero l’8 agosto. Io dissi di no. Accettai soltanto il giorno dopo quando Massimo (Ferretti) e mia mare mi dissero che se non lo avessi fatto non avrei più visto i miei fratelli, non avrei più potuto frequentare il bar di Ferretti e, in sintesi, sarei stato esiliato dalla famiglia». Benedito, con problemi di tossicodipendenza, dice sì.

Ferretti e la droga al bar

Nel corso dell’esame, tra l’altro, il 27enne ha dichiarato di aver avuto «in alcune occasioni, la droga o i soldi per acquistarla, da Ferretti», aggiungendo che l’ex amante della madre consentiva che nel suo bar si spacciasse. Affermazioni che ha spinto il presidente della Corte d’Assise Giuseppe Fazio a ordinare il rinvio degli atti alla procura per Ferretti che oggi esce dall’aula accusato anche per reati connessi alla vendita di droga. E ancora lo stesso Benedito ha chiamato in causa anche l’allora agente della polizia locale di Parabiago Andrea Conti (indagato per violazione di segreto istruttorio in altro procedimento) riferendo che la madre gli disse «che il vigile le aveva spiegato quali telecamere fossero spente», non un dettaglio da poco visto che l’omicidio avrebbe dovuto essere mascherato a incidente stradale causato da un’auto pirata. 

Mia madre mi influenzava

Benedito ha inoltre ammesso di aver mentito in sede di interrogatorio davanti al Pm, subito dopo il fermo, perché «influenzato da mia madre. Mi disse che cosa dovevo dire, quale versione dovevo dare». In quell’interrogatorio il 27enne aveva escluso il coinvolgimento della madre nella pianificazione dell’assassinio «mi disse che se avessi dichiarato quanto mi aveva suggerito di dire saremmo stati fuori in due o tre anni». L’imputato ha spiegato di aver intrapreso in carcere un percorso per disintossicarsi e per emanciparsi dall’influenza della madre «sto dicendo tutto questo perché voglio riprendere in mano la mia vita. Ritrovare la mia personalità e agire con la mia testa. Voglio assumermi la responsabilità di ciò che ho fatto e pagare per quanto commesso».

La perizia psichiatrica

La Corte ha accolto la richiesta di perizia psichiatrica a carico del 27enne che dovrà stabilire se Benedito fosse capace di intendere e di volere al momento del fatto (ma non se sia capace o meno di stare in giudizio) e valutarne la pericolosità sociale. Le operazioni peritali inizieranno il primo agosto, la perizia sarà depositata in 60 giorni.

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