I sindaci vittime dell’A8: «Eliminare la barriera di Gallarate non toglie il traffico»

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CAVARIA CON PREMEZZO – La decennale questione della barriera di Gallarate, dopo l’annunciato aumento dei pedaggi, è solo il punto di partenza. Il principale problema da affrontare, in realtà, è il traffico che quotidianamente si riversa sui centri abitati della provincia di Varese. Per questo motivo le “vittime” – sei Comuni, per la precisione – hanno deciso di riunirsi lo scorso 22 luglio. Cavaria con Premezzo, Cassano Magnago, Albizzate, Jerago con Orago, Gallarate e Oggiona con Santo Stefano si sono dati appuntamento nell’ufficio del sindaco Franco Zeni (a Cavaria) per mettere sul tavolo idee nuove e rispolverare vecchie proposte.

Il nodo del traffico

I rincari sull’A8 annunciati a inizio luglio hanno riacceso i riflettori su una questione che da anni è al centro di polemiche. Basta pensare alla battaglia che l’ex sindaco cassanese Nicola Poliseno lanciò più volte (ma senza successo) per abolire il casello di Gallarate, riproponendo trent’anni dopo una delle prime storiche battaglie della Lega Nord. Il tema è stato sottoposto all’attenzione del ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ospite alla festa della Lega che si è svolta a Sumirago. Ma anche dal leader del Carroccio non sono arrivate soluzioni, che ha invece dribblato sugli ultimi aumenti.
Una questione che è direttamente collegata al problema del traffico. Zeni ha quindi convocato nel suo ufficio i sei sindaci che, come lui, condividono gli stessi disagi nei rispettivi Comuni. «È stata una bella chiacchierata», riassume il sindaco di Cavaria con Premezzo. «L’aspetto più importante, condiviso da tutti, è che non dobbiamo concentrarci sull’eliminazione del casello, perché non aiuterebbe a gestire il flusso che comunque si riversa nei centri abitati». Piuttosto, racconta il leghista, «si deve
ragionare e fare in modo che ci siano infrastrutture che agevolino il trasporto merci». E in più: «Si dia una mano, attraverso delle agevolazioni, a chi è obbligato a utilizzare l’autostrada tutti i giorni». Soluzioni che, stimano, potrebbero aiutare a evitare gli ingorghi nei Comuni più interessati dal traffico.

Le prime bozze

Durante l’incontro sono rispuntati vecchi progetti. Come la storica – se ne parlava negli anni Novanta – Sottocosta, una sorta di strada provinciale bis parallela e alternativa all’autostrada.
Fra le ipotesi anche la possibilità di «gestire meglio la questione casello, proponendo ad Autostrade per l’Italia di seguire l’esempio utilizzato nella A22». Ovvero: «Fare una convenzione che aiuta a investire sul territorio, indirizzando una parte delle entrate a opere esterne, nei Comuni confinanti con l’autostrada».
O ancora: «Un altro suggerimento sarebbe individuare chi percorre una tratta molte volte e, raggiunto un alto numero di passaggi, considerarlo un pendolare». A quel punto, «scatterebbero delle agevolazioni, come succede per la Pedemontana». Sono solo alcune delle proposte avanzate, delle bozze emerse da un primissimo tavolo di confronto. Ma con l‘obiettivo di risolvere, una volta per tutte, una questione che si trascina da troppo tempo.

Autostrada, pedaggi più cari al casello di Gallarate e alla barriera di Milano Nord

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