VERGIATE – Ogni anno, puntualmente, il problema si ripropone. E, puntualmente, una soluzione non arriva mai. Più che Fratelli d’Italia, a Vergiate è ormai montato il caso delle Sorelle d’Italia. Che non vanno nemmeno troppo d’accordo, anzi. Marta Birigozzi e Sarah Carlini sono tre anni che se le cantano, un’eterna guerra su chi sia realmente il volto vergiatese del partito di Giorgia Meloni. Entrambe hanno la tessera, entrambe sono in opposizione. Ma fanno rispettivamente parte di due liste diverse. Ecco perché, ancora una volta, è stata Birigozzi a tornare alla carica. E all’ultimo consiglio comunale ha colto l’occasione dell’ordine del giorno presentato da Carlini per ribadire il proprio ruolo: «L’unico rappresentante di FdI sono io. Basta sotterfugi nell’utilizzo del simbolo: o entri a far parte del nostro gruppo o parli a nome della tua lista».
Sorelle in guerra
Non è la prima volta che Birigozzi, capogruppo di Insieme per Vergiate, punta i piedi su una questione tanto anomala quanto irrisolta. Lo ha fatto già attraverso la rivista civica, negli spazi dedicati agli interventi politici firmati dai gruppi consiliari. E ora lo fa, apertamente, in consiglio comunale.
Il caso è ormai noto. Marta Birigozzi è stata il riferimento del centrodestra alle Amministrative del 2022, individuata dalle segreterie per rappresentare i partiti – Lega, Forza Italia, Lombardia Ideale e, appunto, FdI – della coalizione. Sarah Carlini invece era stata eletta come civica della Lista Indipendente (di cui ancora oggi è rappresentante in aula), ma nel giro di poco tempo ha deciso di iscriversi a FdI, fino a diventarne un punto di riferimento. E c’è chi non ci sta.
«Basta sotterfugi»
«La lista di Carlini è indipendente. In campagna elettorale ha sbandierato ai quattro venti di non avere padroni e di essere l’unica apolitica», le parole di Birigozzi in aula. «Già sul giornalino, diverse edizioni fa, ricordavo che l’unico rappresentante di FdI, in questo consesso, sono io. Ora il problema si ripresenta». L’accusa fa riferimento al fatto che l’Odg presentato «sia a nome di FdI e senza nemmeno il confronto con il referente del partito qui seduto (ovvero, proprio Birigozzi, ndr)». Di più: «Come capogruppo del centrodestra e come, tengo a ribadirlo, unico rappresentante di FdI, non accetteremo più sotterfugi nell’utilizzo del simbolo da parte dei consiglieri comunali che non fanno parte del gruppo Insieme per Vergiate». Non solo: «Diffido a perseverare con queste azioni, farò anche una breve relazione all’onorevole Andrea Pellicini (presidente provinciale del partito, ndr). Che a sua volta ha già diffidato Carlini».
Immediata la replica di Carlini: «Io ho presentato l’Odg come Lista Indipendente, poi sono stata collegata a FdI. Ritengo comunque che questo sia un intervento fuori luogo». Un batti e ribatti, l’enensimo. Che però, fino ad oggi, non ha portato a risolvere quest’anomalia. Anzi.
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