LEGNANO – «La nostra zona può vantarsi di essere la pattumiera d’Italia». Meno tenero di così non poteva essere il consigliere civico legnanese Franco Brumana nel tirare le somme della gestione dell’ambiente e dei rifiuti ad opera delle amministrazioni locali.
«All’inceneritore di Borsano e all’impianto di Forsu di Legnano (nella foto) arrivano quantità enormi di rifiuti provenienti da ogni dove – lamenta il rappresentante a Palazzo Malinverni del Movimento dei Cittadini – Non possiamo poi scordare la discarica di Cerro Maggiore attualmente chiusa. Tra Legnano e Borsano si attua uno scambio di esalazioni dipendente dalle correnti d’aria. Quelle di Borsano sono molto più pericolose anche se inodori, come risulta dall’eccesso di tumori nelle vicinanze dell’inceneritore, quelle di Legnano sono moleste e comunque non possono essere considerate balsamiche né salubri».
«Logiche di profitto a scapito degli interessi pubblici»
Per Brumana la scelta della «vocazione a pattumiera» è degli amministratori comunali della zona «e risponde puramente a una logica di profitto a danno degli interessi pubblici. L’impianto della Forsu (la frazione organica dei rifiuti solidi urbani, nda) è stato inaugurato il 10 marzo 2022 con la benedizione politica del sindaco di Legnano Radice che ne ha magnificato i vantaggi. È stato collocato all’interno del Parco Alto Milanese e nelle vicinanze dell’ospedale e delle abitazioni perché il terreno era di proprietà di Amga, che aveva bisogno di incassare dal gestore Asja Ambiente profitti per fronteggiare, sia pure in piccola parte, le spese per l’acquisizione dell’inceneritore di Borsano e per il suo rifacimento.
«Subito con i primi caldi si sono manifestati i miasmi insopportabili e un gran numero di cittadini ha presentato un esposto al sindaco, che li ha rassicurati dichiarando che il problema sarebbe stato presto risolto con l’installazione di un nebulizzatore di enzimi anti odorigeni. Amga ha dichiarato che il fenomeno era dovuto alla fase di rodaggio dell’impianto, salvo poi non fare altre dichiarazioni quando le esalazioni mefitiche sono proseguite nelle estati seguenti».
“Nasi” elettronici e Arpa? Non pervenuti
Sempre a proposito dell’impianto di via Novara, il consigliere dell’Mdc ricorda ancora come «a settembre del 2022 è stato dato ampio risalto dal Comune e da Amga alla soluzione dell’installazione di una batteria di nasi elettronici. Non si è più saputo nulla dei riscontri effettuati, che comunque sarebbero irrilevanti perché i nasi veri nelle giornate più calde delle estati seguenti non hanno avuto difficoltà a percepire gli odori nauseabondi. Non si ha notizia nemmeno di interventi di Arpa, anche se più volte sollecitati. Sicuramente il sindaco Radice si è ben guardato dall’intervenire con provvedimenti di sua competenza, quale autorità sanitaria locale. La magistratura non è intervenuta anche se queste esalazioni costituiscono un reato. Così – conclude – per la quarta estate i cittadini della zona subiranno le molestie olfattive».
Raccolta fondi della scuola di musica Jubilate per quattro nuove borse di studio
