BUSTO ARSIZIO – Tutti insieme siamo Pro, in vista del sempre sentito e atteso Derby del Ticino col Novara (in programma a Busto il 14 settembre, ore 17.30).
Dopo un estate bollente, l’avvocatessa Rosanna Zema – rappresentante (e forse qualcosa di più…) della Finnat Fiduciaria – è finalmente riuscita a portare una ventata di freschezza dalle parti di via Ca’ Bianca, tenendo fede alla parola data e alle promesse fatte.
L’11 settembre allo stadio “Carlo Speroni” (a partire dalle ore 18) si terrà infatti la Festa della Pro Patria, con la presentazione della prima squadra tigrotta, dell’attesa maglia biancoblù e di tutte le formazioni del settore giovanile. Un evento aperto a tutti, nessuno escluso, accompagnato da buona musica (Casa Chiara) e condito da street food e beer stand gestiti direttamente dal tifo organizzato biancoblù, attivatosi in tempi record nonostante lo scarsissimo preavviso.
Una festa nella festa (sarà aperto anche il Pro Patria Museum del presidente Simone Colombo) che servirà a segnare un nuovo inizio, per rimettere la Chiesa al centro del villaggio e per ricostruire un ambiente dilaniato da troppi veleni.
Squadra ambiziosa: √
Durante la conferenza stampa di metà giugno l’avvocato Rosanna Zema aveva promesso, nell’ottica di un programma quinquennale, una squadra possibilmente ambiziosa già dal primo anno. E gli ultimi innesti di mercato, da Schirò a Ganz passando per Dimarco, hanno oggettivamente alzato il livello di centrocampo e attacco. Certo con un portiere esperto ed un centrale difensivo consolidato si sarebbe potuto provare a sognare già da quest’anno, ma bisogna anche essere realisti: la Pro Patria al momento non è strutturata per poter ambire ad altre categorie (superiori), così come la Città di Busto non è ancora pronta per reggere e supportare il grande passo. Occorrerà fare un percorso di crescita comune e condiviso, ma le premesse ci sono tutte: anche perché Busto – la quinta città della Lombardia – andrà presto al voto. E la Vecchia Manchester d’Italia potrebbe avere un Sindaco donna.
Tifosi al centro: √
L’avvocato Zema aveva anche promesso una maggior vicinanza e sostegno ai tifosi biancoblù. E se la gestione degli stand (esterni al bar stadio) della Festa di giovedì prossimo andrà proprio in quella direzione (il ricavato servirà ai gruppi organizzati della curva per gestire i costi delle trasferte e delle varie iniziative a supporto della squadra), la partecipazione in forma anonima alla colletta popolare per il funerale di Hooligano (per riportare il feretro di Leo a Busto, nella sua S. Anna) è valsa più di ogni assenza e di ogni silenzio.
Squadra, maglia e tigrottini: √
Rosanna Zema aveva infine promesso una festa biancoblù aperta a tutti, nessuno escluso, per presentare la squadra alla città (tifosi, autorità, sponsor, politici e stampa), per mostrare la nuova casacca biancoblù e per far sfilare in passerella tutti i tigrottini del vivaio bustocco.
E così sarà: giovedì 11 settembre, con la conduzione di un certo Niccolò Ramella (la cui eredità non potrà mai essere cancellata al pari di quella dell’inarrivabile Ivan Javorcic, persona e professionista di un’altra categoria), sarà davvero una festa popolare all’insegna del “tutti insieme siamo Pro“.
Una festa in cui dovrà passare un nuovo messaggio: la Pro Patria è la squadra della gente, di chi ama i suoi colori, la sua maglia unica, la sua storia gloriosa.
Basta divisioni, basta rancori, basta caccia alle streghe: il passato insegna, il presente non aspetta, il futuro chiama.
Pro Patria et… libertate
Una festa aperta a tutti, senza alcuna black list (bannati, esiliati, politicanti, giornalai, cafoni ecc ecc), che dovrà rappresentare un nuovo inizio, un nuovo corso. D’ora in poi andare allo stadio non dovrà essere né del 49%, né del 51%, nè di destra, né di sinistra, né degli sceriffi, né dei banditi: d’ora in poi andare allo stadio dovrà essere semplicemente un piacere.
Così come parlare liberamente di Pro Patria – in una fase storica in cui certi attori sulla scena internazionale non rappresentano certo esempi virtuosi da imitare – dovrà ritornare ad essere la normalità. La repressione, le telefonate, gli insulti non portano da nessuna parte; la cultura, l’apertura mentale, il confronto e le relazioni sì.
Operazione simpatia
Insomma un’operazione simpatia sempre più necessaria che vedrà, come già anticipato, la partecipazione e la cooperazione delle tifoserie organizzate biancoblù, in una nuova connessione emotiva con la società. Un primo importante passo per condividere – nel rispetto ovviamente dei ruoli – anche strategie future per ripopolare lo “Speroni”, per riavvicinare i giovani alla Pro, per valutare prezzi e abbonamenti riempi-stadio, per valorizzare l’immagine della Pro con iniziative ad hoc, per promuoverne il brand con concorsi, murales e tanto altro ancora. Perchè la Pro Patria siamo tutti noi: e l’unione – questo è il l’insegnamento che deve e dovrà passare – può far davvero la forza e la differenza.
Se tutti insieme – è proprio il caso di dire – siamo davvero Pro!
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