A chi si riferisce Attilio Fontana quando, al congresso bustocco dei Giovani Padani, con voce stentorea pone lo stop “a chi vuole vannaccizzare la Lega”? Bè, scontato: in primis a Roberto Vannacci, vice di Matteo Salvini, che ha importato nel movimento che fu di Bossi il suo “mondo al contrario”, cercando di spostarlo a destra che più a destra non si può. Poi, supponiamo, ma siamo sicuri di non essere tanto distanti dalla verità, a coloro i quali sembrano mettersi in scia al Generale con contenuti, toni e recriminazioni che sembrano proprio la fotocopia di certi temi alla Vannacci. E non a caso.
Seduta accanto a Fontana, alla riunione dei “Padani”, c’è Isabella Tovaglieri, europarlamentare che, in questi ultimi tempi, ha alzato di molto l’asticella contro le decisioni di Bruxelles, a volte con motivazioni tutt’altro che peregrine, ma con un piglio e con accentuazioni che non lasciano spazio ai dubbi sulla sua propensione sovranista. L’onorevole Tovaglieri che, a maggio, ha partecipato al Remigration Summit, riunione dai contorni razzisti (“Via tutti gli immigati”) ospitato a Gallarate su licenza, prima politica poi amministrativa, del sindaco Andrea Cassani, segretario provinciale della Lega, che vira decisamente a destra senza guardare in faccia a nessuno, con uscite spiazzanti, addirittura violente. Come l’ultima, che nega molto di quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza, ne minimizza la portata, invita a rivolgersi a siti che racconterebbero tutta un’altra storia, una vita sociale attiva e serena affrancata da bombe, lutti, carestie, bambini malnutriti e tutto quanto provoca orrore al mondo.
Una serie di incredibili sciocchezze che non possono, non dovrebbero, passare come acqua sul marmo nemmeno nel centrodestra: Cassani non è un leghista qualunque, ha un ruolo istituzionale di primo livello e, anche per questo, al di là delle considerazioni personali, spariglia e sconcerta. Perché lo fa? C’è chi dice per far parlare di sé. Può essere, ma sarebbe riduttivo e non renderebbe merito alla sua intelligenza; molto più facilmente sta lavorando per radicalizzare la Lega, portandola sul terreno di Roberto Vannacci per impedirgli, così, di fare, lui soltanto, bottino pieno alle urne e papparsi il partito in provincia di Varese. Una radicalizzazione tesa ad acchiappare o a preservare i consensi dei “duri” e degli incattiviti dell’elettorato, affascinati dall’uomo forte e dalla convinzione che uno dei mali della società oggi siano proprio o soltanto gli immigrati. Spalleggiato, Cassani, in questa campagna proprio da Isabella Tovaglieri. da sempre in competizione, sugli stessi argomenti, con la milanese Silvia Sardone, un’ altra acchiappavoti nelle grazie del “Capitano Matteo”.
Intanto, al congresso di Busto Arsizio riecheggiano i temi della vecchia Lega bossiana, il Nord, il federalismo, il centralismo romano. Tutta roba che Salvini ha messo in archivio per concentrarsi su altre questioni di carattere nazionale. Che i Fontana, i Candiani, i Romeo e molti altri della compagine di vertice leghista maldigeriscono, abbozzano, ma sotto sotto non apprezzano. E lo dicono quando possono dirlo, senza infingimenti. Poi c’è Giancarlo Giorgetti, il leghista meno leghista di tutti, politico e soprattutto ministro che usa la testa e, fino a prova contraria, il buon senso. E’ vicino a Mario Draghi, parla poco e cerca di fare i fatti. A Busto Arsizio non c’era, ci piacerebbe sapere che cosa ne pensa del suo segretario provinciale e delle tremende balle su Gaza. Così come sarebbe interessante conoscere il suo pensiero sulla via della radicalizzazione varesina del partito. Se Giorgetti parlasse probabilmente porrebbe un freno ai pasdaran di Salvini che vogliono cambiare la Lega. Certamente non in meglio.
Fontana show dai Giovani Padani: «Col c…o che vannaccizzano la Lega»
