GALLARATE – Parlano di «deliri di un complottista», lo etichettano come «impresentabile» e puntano il dito contro la «polarizzazione di una propaganda fatta di fake news». Il centrosinistra attacca il sindaco Andrea Cassani e denuncia una «Gallarate ferma». Nel calderone delle critiche ci mettono tutti i temi che hanno tenuto acceso il dibattito «dal 15 maggio a oggi»: il Remigration Summit, la narrazione del guerra in atto a Gaza, i cantieri in corso e le misure adottate per la sicurezza. Fino alle accuse a una maggioranza «in silenzio» e alla preoccupazione di «un futuro economico disastroso».
Stazione e sicurezza
Gli esponenti delle opposizioni di centrosinistra – Partito Democratico, Città è Vita, Lista Silvestrini – si sono dati appuntamento questa mattina, 6 settembre, in piazza Giovanni XXIII. Un «luogo simbolo», proprio davanti alla stazione ferroviaria. «Dopo un intervento di 500mila euro per riqualificarla, in vista delle elezioni, è stata presentata come un’area in cui i problemi erano completamente risolti. Invece non si è risolto niente», le parole di Giovanni Pignataro (Pd). Fra gli esempi ha citato l’ordinanza anti-maranza emanata per contrastare gli episodi di violenza e degrado: «Una prodezza. Illegittima e non applicata dal prefetto. E poi trasformata in un provvedimento contro il consumo di alcolici, oltretutto scaduto il 31 agosto».
Dal Remigration a Gaza
Ma oltre alla questione sicurezza, «il sindaco si è occupato di tematiche che poco hanno a che fare con la città», ha detto Margherita Silvestrini (Pd). Che è tornata sul Remigration Summit e sulla scia polemica che ha lasciato il convegno dell’ultradestra: «Cassani si è fatto megafono di informazioni false, solo per amplificare la posizione ideologica del suo partito». L’accusa si riferisce alle rivolte avvenute quest’estate in Spagna contro gli immigrati. E, in particolare, a un episodio di aggressione nei confronti di un anziano: «Girava un video che si è rivelato essere fake. Ma che è stato rilanciato dal sindaco». Gli scontri in Spagna, oltretutto, sono passati alla cronaca locale per aver coinvolto (è stato arrestato) anche il leader di Deport Them Now, noto per aver partecipato al Remigration e per essersi scagliato contro giornalisti e consiglieri di opposizione.
Lo stesso commento è poi rivolto alle ultime dichiarazioni su Gaza: «Informazioni devianti e false».
Dai silenzi alla «città vannaccizzata»
Per Carmelo Lauricella (Pd) è «assordante il silenzio della maggioranza». Che «ha sempre espresso fiducia: nessuna voce si è mai alzata per esprimere perplessità». L’affondo, invece, arriva da Cesare Coppe (CèV): «La stazione è proprio il simbolo di propaganda, con interventi sventolati come risolutivi dei problemi di sicurezza. Invece si sono amplificati». Poi il riferimento, al vetriolo, va alle recenti dichiarazioni del governatore regionale Attilio Fontana sul futuro della Lega («Col ca***o che si vannaccizza», ha detto). Da cui prende spunto: «Col c***o che Cassani vannaccizza Gallarate».
Davide Ferrari (Pd) si è concentrato sui soldi del Pnrr e sui cantieri in città: «Siamo alla normalità, nulla di virtuoso». Con un focus sul Palazzetto: «Era una priorità? Sono soldi che graveranno sul bilancio».
«Sta lasciando andare la città»
A chiudere, la segretaria del Pd gallaratese Anna Zambon. Che ha parlato di «ex sindaco, ormai». Nel senso che, «sta lasciando andare la città, concentrandosi su uscite decontestualizzate, false e fuori luogo. E senza un minimo di dissenso». La dem pensa già al 2027: «Fra due anni, alle prossime Amministrative, i suoi alleati dovranno rendere conto del sostegno che gli hanno sempre dato».
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