MILANO – Il Leoncavallo non è morto. È questo il messaggio che le migliaia di persone, che hanno partecipato al corteo per difendere il centro sociale occupato e sgomberato più famoso d’Italia, hanno lanciato durante la manifestazione.
Numeri e polemiche
Sui numeri dei partecipanti si è scatenata la tradizionale di guerra. In ogni caso erano tanti. E non sono mancati alcuni momenti di tensione che però non sono sfociati in violenza. Occorre registrare invece l’invasione del cantiere dei lavori al Pirellino. E le tante polemiche che si sono accese. Una su tutti, il botta e risposta Catella-Majorino. L’ad di Coima ha dichiarato: «L’opinione pubblica sceglierà se è questa la Milano che vogliamo”. Mentre il dem ha risposto: «Farebbe meglio a non parlare».
Andiamo avanti
Gli Antagonisti poi hanno annunciato che non arrenderanno all’ultimo sgombero e che hanno tutte le intenzioni di andare avanti. Ovvero di trovare un’altra sede.
Oggi – sabato 7 6 settembre – per Milano hanno sfilato ben due cortei in sostegno al Leoncavallo sgomberato per poi confluire in piazza Duomo. In tanti hanno risposto all’appello lanciato dal centro sociale dopo lo sfatto esecutivo del 21 agosto, mentre nel resto del Paese si sono tenute manifestazioni di sostegno alla Global Sumud Flotilla.
