SAN GIORGIO SU LEGNANO – «Quello che probabilmente sta venendo a mancare è un pizzico di educazione da parte dei ragazzi e un po’ più di tolleranza da parte di noi adulti». È quanto osserva il sindaco di San Giorgio su Legnano, Claudio Ruggeri, sull’ultimo numero del periodico comunale trattando il tema della quiete pubblica, spesso violata dai più giovani specie la sera e di notte.
Ruggeri: «Ricevute tante segnalazioni»
«Sono numerose – rileva Ruggeri – le segnalazioni dei cittadini alla Polizia Locale e al sindaco, che protestano per questi comportamenti ritenuti inaccettabili e particolarmente fastidiosi. A volte può capitare che, proprio per la natura degli adolescenti e dei giovani, questi si facciano prendere un po’ la mano e non si accorgano che le loro attività recano disturbo. Qualche volta, con la copertura e complicità del gruppo, si rendono protagonisti anche di piccoli atti di inciviltà che vanno dall’abbandono dei rifiuti a veri e propri danneggiamenti che vengono scoperti solo al mattino».
«Più educazione, ma anche tolleranza»
Da qui la riflessione del primo cittadino sangiorgese, per il quale «si avverte la necessità di trovare il giusto compromesso tra il desiderio di avere un minimo di tranquillità dopo una giornata lavorativa e la altrettanto legittima voglia di questi ragazzi di incontrarsi e di passare del tempo insieme. A mio avviso basta un piccolo sforzo da parte di tutti. I ragazzi capiscano che comportarsi educatamente non preclude il fatto di potersi incontrare e di trascorrere le serate insieme agli amici; che lasciare abbandonate bottiglie vuote e cartacce al termine della serata significa che non si ha neanche il rispetto del luogo che si è scelto come punto di aggregazione. Ci sono i cestini, magari a qualche metro di distanza.
«Uno sforzo, poi, deve essere fatto anche dai cittadini. Riconoscere che anche i nostri ragazzi esistono, che legittimamente vogliono uscire di casa e trovarsi con gli amici per trascorrere tempo insieme e, che nel farlo, ahimè, sono un po’ rumorosi. Noi possiamo mettere tutti i cartelli di questo mondo che vietino lo schiamazzo, giocare a pallone, incontrarsi dalle ore tot alle ore tot, però se vogliamo essere un paese del divieto sappiamo che alla lunga San Giorgio diventerà veramente un dormitorio. Quindi, ragazzi: maggiore attenzione e maggiore rispetto per le persone e per gli spazi. E noi adulti: cerchiamo di essere un po’ più tolleranti e accettiamo il fatto che questi ragazzi esistono e sono anch’essi cittadini che reclamano il loro spazio».
I cittadini replicano: «Non sono solo schiamazzi»
Immediate le reazioni dei lettori all’articolo firmato dal sindaco; lettori che hanno trovato modo di replicare attraverso i social. «Non si tratta solo di schiamazzi e bottiglie rotte in giro – replica una cittadina, che posta anche alcune fotografie come quelle pubblicate in questa pagina – Davvero dobbiamo essere ancora più tolleranti di così con i “nostri” giovani?». Un’altra abitante di San Giorgio conferma: «I residui di bottiglie, cartacce, resti di cibo, e talvolta persino tracce di vomito e urina, rimangono presenti al mattino, segno che il problema non si limita al solo “schiamazzo”». E aggiunge: «Gli interventi di Polizia Locale e Carabinieri restano spesso palliativi, insufficienti e poco efficaci, perché i ragazzi continuano a spostarsi liberamente senza percepire reali conseguenze. Le possibili soluzioni, come la chiusura di parchi o spazi pubblici, non vengono considerate dall’amministrazione oppure vengono scaricate sulle comunità locali, che già vivono quotidianamente la situazione, con disagi che vanno oltre i rumori: muri imbrattati, panchine danneggiate e aree sporche».
Segue l’esortazione a «mettere in atto azioni concrete e strutturate, non solo interventi sporadici, per tutelare la qualità della vita di tutti e il decoro urbano. Solo così potremo garantire equilibrio tra la legittima voglia dei ragazzi di incontrarsi e il diritto dei cittadini a vivere in un ambiente rispettoso e sicuro».
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