SOMMA LOMBARDO – Le giovanili della Sommese sono tornate ad allenarsi: «Sì, ma al centro Pedroni e con 68 ragazzi in meno», è la denuncia del consigliere Manuela Scidurlo (Fratelli d’Italia). Il caso dei Leoni e della sospensione – annunciata a fine estate – delle attività sportive dei più piccoli ha riacceso il dibattito in consiglio comunale ieri, 26 settembre. Con un ordine del giorno, FdI ha chiesto chiarimenti su tutte le questioni nate intorno al Mossolani e alle sue sue attuali condizioni («Inutilizzabile»). Per poi rispolverare, ancora una volta, quella famosa convenzione del 2015 che affidò la gestione esclusiva al Coarezza. E che ancora fa discutere.
Ma anche per capire le ricadute e il ruolo di Spes nella vicenda, soprattutto dopo le dimissioni in blocco del cda. Risposte, in questo caso, arrivate a metà. Dribbling dell’assessore Barbara Vanni: «È stata garantita la prosecuzione dell’ordinaria amministrazione della partecipata».
FdI attacca
Va detto. Alla fine tutti d’accordo: qualche ritocchino al documento e poi il consiglio comunale si è espresso all’unanimità, con l’obiettivo di riunirsi e trovare delle soluzioni che sostengano – in particolare – l’attività sportiva dei ragazzi. In mezzo, un dibattito serrato. A partire dalla richiesta di documenti per «capire cosa è mancata nell’interlocuzione con Spes e dove ci siamo impantanati», ha detto Scidurlo. Per poi puntare il dito contro l’assessore Edoardo Piantanida Chiesa (Sport), che nel suo intervento ha ricapitolato tutta la vicenda. «A me mancano ancora dei pezzi, non riesco a collegare tutto: la società sportiva è riuscita a organizzare l’attività al Pedroni solo rinunciando a 68 ragazzi, con tutti i disagi per le famiglie. Altrimenti non sarebbe stata in grado di farlo». E ancora: «Conoscendo molto bene quella società (la Sommese, ndr) e chi la gestisce, mi chiedo: possibile che si sia illuso di poter usare il Mossolani? Il dubbio ce l’ho: qualcuno, nel 2020, è andato dal presidente a dire che se avesse vint0 le elezioni, il giorno dopo avrebbe strappato la convenzione». Convenzione «a cui si darà la colpa anche fra 50 anni».
«Colpa della convenzione»
La replica del primo cittadino è partita proprio da lì: «Lo rivendico a gran voce: la colpa è di quella convenzione», ha detto. «Nel 2024, il campo era in condizioni pietose. Chi lo ha usato per dieci anni, lo ha pessimamente manutenuto. È scritto nella relazione». Insomma, una convenzione che «ha ingessato il campo». E non si tira indietro: «I 68 bambini che andranno via? È una sconfitta, assolutamente». Per questo motivo pensa a programmare i prossimi passi. Al termine della convenzione (scaduta lo scorso aprile), sono state fatte delle rilevanze economiche sugli impianti sportivi. Un passaggio definito fondamentale, per capire le modalità necessarie per realizzare il bando del Mossolani: «E fare in modo che chi partecipi non pensi solo a come rimodulare le tariffe, ma abbia come priorità l’intenzione di lasciare spazio a chi svolge attività giovanili». In altre parole: «Il tema sta a cuore a tutti, c’è totale disponibilità».
Ironia e amarezza
Alberto Barcaro (Noi per Somma) l’ha buttata prima in ironia («Macché colpa della convenzione, sarà colpa di Barcaro»), per poi chiudere il suo intervento con un «qualcosa non torna». Per la Lega, invece, Mariangela Aguzzi Casagrande ha sottolineato la propria «amarezza». E ha aggiunto: «Quest’amministrazione non ha nemmeno tentato di gettare le basi per migliorare l’offerta sportiva. E Spes è stata costretta a dimettersi».
Di fatto, in questo momento il Mossolani è praticamente inutilizzato. E lo sarà ancora per mesi. Fino a quando il bando andrà a buon fine, dando il via a una nuova era del principale centro sportivo di Somma.
Dribbling Spes
Proprio il tema Spes, invece, è stato toccato solo marginalmente. Alberto Nervo (SommaSì) ha chiesto spiegazioni a seguito delle dimissioni del cda. In qualità di delegata alle Partecipate, l’assessore Vanni ha però dribblato il tema. E ha garantito che «le interlocuzioni sono avvenute in un clima collaborativo». E ancora: «È stata garantita la prosecuzione dell’ordinaria amministrazione della partecipata e a breve verrà eletto il nuovo cda». Parole di circostanza, che tengono ancora nel limbo la città su cosa sia realmente accaduto tra il Comune e l’azienda speciale.
A chiudere, Angelo Ruggeri (Pd): «Ringraziamo col cuore i membri del consiglio d’amministrazione, per la competenza e la serietà. La stima che abbiamo in loro non è mai vacillata. E mai vacillerà».
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