VARESE – Come a Villa Recalcati: l’asse tra Pd e Forza Italia si palesa anche al Salone Estense. La strana alleanza che in Provincia supporta il presidente civico Marco Magrini si ripropone anche in Comune, dove però dem e azzurri siedono su banchi contrapposti. L’esempio lampante è stato il voto per il canile, passato con un ordine del giorno presentato dal forzista Luca Boldetti. Una strategia che non è piaciuta a Fratelli d’Italia, che invece ha votato contro. Lo ha fatto capire nella sua dichiarazione di voto Salvatore Giordano: «Con l’aiuto della stampella è arrivato il risultato sperato». Mentre la Lega paladina del canile alla fine non ha potuto far altro che astenersi. Tre posizioni differenti dunque per un’opposizione forse mai così spaccata. Come aveva anticipato la consigliera del Pd Manuela Lozza qualche minuto prima: «La destra voterà in tre modi diversi, una cosa che da questa parte dell’aula non è mai successa».
Una lunga discussione
Ma per capire meglio bisogna fare qualche passo indietro. Il punto 6 dedicato al canile ha monopolizzato l’agenda del consiglio di lunedì 29 settembre iniziato con il minuto di silenzio per le vittime della violenza politica. Una lunga discussione che è iniziata con la presentazione del progetto unitario da parte degli assessori Andrea Civati e Nicoletta San Martino. «Tutte le preoccupazioni dal punto di vista del corridoio ecologico sono state affrontate e la Provincia ha dato il suo parere favorevole», ha detto quest’ultima. La Lega, con gli interventi di Monti, Bison e Angei, ha rivendicato l’azione svolta nelle ultime legislature a favore di un nuovo canile. «È da anni che lo chiediamo: non possiamo però condividere la scelta del luogo», ha detto Barbara Bison. «Fermiamoci e da domani mattina lavoriamo tutti insieme per trovare un’area che sia magari soggetto di rigenerazione urbana – ha osservato Stefano Angei – questa è cementificazione ex novo». Emanuele Monti ha annunciato la presentazione di un odg a nome Lega con alcune richieste, a partire dal rinvio della discussione (punto poi stralciato) fino all’individuazione di soluzioni alternative. Il 5 Stelle Luca Paris ha espresso perplessità sulla mancanza di sottoservizi e sulla presenza del corridoio ecologico, mentre Domenico Marasciulo del Pd, presidente della commissione urbanistica, ha puntualizzato che l’area dell’attuale campo da calcio su cui sorgerà il canile non è attraversata dalla fauna selvatica. «A 150 metri c’è una strada provinciale che interrompe il corridoio ecologico. E comunque non stiamo discutendo di realizzare un Ikea».
L’affondo di Galimberti
Poi i giochi sono entrati nel vivo con l’intervento del sindaco Davide Galimberti che ha usato un po’ il bastone e un po’ la carota con le diverse componenti della minoranza. «Ero convinto che sul canile il consiglio comunale di Varese raggiungesse l’unanimità – ha detto – abbiamo stipulato un accordo con Regione, Provincia e le autorità sanitarie locali visto che questa struttura è considerata una struttura di eccellenza per tutta la Regione. Ero convinto che il consiglio avesse raggiunto l’unanimità per le tante istanze arrivate sul tema da maggioranza e opposizione». Poi l’affondo sulla parte più critica dell’opposizione. «Ma ho la sensazione che il motivo per cui una parte di opposizione, Lega e FdI in particolare, abbia deviato dalle posizioni iniziali sia solo per un aspetto: ovvero il fatto che vedono sempre più vicina la realizzazione del canile. Questo segue tante altre iniziative che hanno cambiato la città di Varese su cui abbiamo sentito tanti no, come largo Flaiano, il polo scolastico di San Fermo, la caserma Garibaldi, progetto stazioni, il vertiporto, insomma tutto quello che stiamo vedendo a Varese. Quindi meno male che al Governo di questa città non ci sono Lega e FdI, altrimenti saremmo ancora in una fase di assoluto immobilismo». Infine il colpo di fioretto: «Ma fortunatamente stasera vedo invece un elemento estremamente importante: il fatto che un’altra parte dell’opposizione abbia cercato di correggere – e mi riferisco all’ordine del giorno di Forza Italia e alla presenza anche della responsabile del dipartimento animali Elena Mazzetti che è qui nel pubblico e che ringrazio – evidenzia invece la voglia di dire sì a un progetto su cui le istituzioni e i vertici regionali hanno dato il proprio assenso».
La minoranza si spacca
E l’odg di Forza Italia lo presenta Luca Boldetti, chiedendo per il prosieguo dell’iter l’impegno della giunta su tre punti: riasfaltare via Duno una volta terminata l’opera; in fase di progetto esecutivo ridurre l’area denominata “parco canile” che interseca per una parte il corridoio ecologico; adoperarsi perché non vi sia un’ulteriore urbanizzazione e riduzione di aree verdi nell’area dei Duni. La maggioranza dà il suo parere positivo e il leghista Monti commenta così: «Chapeau al sindaco Galimberti che trova anche maggioranze e visioni allargate». Risultato: l’odg passa con 21 voti favorevoli (la maggioranza e Forza Italia) e 9 astenuti (il resto della minoranza e Paris). L’odg della Lega viene invece respinto: 20 i contrari (la maggioranza), Paris sempre astenuto e 11 i favorevoli: in questo caso l’opposizione è compatta. Si arriva così al voto finale sul progetto unitario: che passa con 24 voti favorevoli su 32 presenti (anche in questo caso Forza Italia vota con la maggioranza, e così anche Puricelli), 6 astenuti (i 4 leghisti, Formato di Varese Ideale e Paris) e solo 2 contrari (i “fratelli” De Amici e Giordano). I giochi sono fatti: con l’asse Pd-Fi il progetto canile è approvato. Le mozioni che si trascinano da mesi (tra i temi c’è ancora il Remigration Summit di maggio) invece ancora una volta “rimbalzano” alla prossima. E Formato chiede di convocare un consiglio ad hoc per affrontarle finalmente.
Nuovo canile di Varese ai Duni, ok in commissione Urbanistica. Assente il Wwf
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