Varese, le poesie di Angela per i 150 anni del Molina. «Ecco come si vive in Rsa»

varese poesie angela molina

VARESE – Un viaggio emozionante tra memoria, creatività e vita vissuta. È quello che si può intraprendere scorrendo pagina dopo pagina il volume “Nel pensiero mi perdo”, raccolta di poesie scritte da Angela Menconi, ospite della Fondazione Molina. Al Salone Estense si è svolto giovedì 9 ottobre un evento di presentazione alla città, il secondo degli appuntamenti promossi dalla Rsa di viale Borri per celebrare i suoi 150 anni di storia.

Come si vive in Rsa

«Dopo il primo open day che ha permesso di vedere da dentro cosa viene tutti i giorni nella nostra fondazione ora vogliamo lasciare un segno tangibile di cosa voglia dire vivere all’interno della nostra fondazione – commenta il presidente del Molina Michele Graglia – non è un luogo di abbandono, ma si continua ad esprimere quello che si è come uomini e come donne, come esseri umani. E la nostra ospite Angela ne è un esempio chiarissimo: ha saputo coltivare la sua passione per la poesia e ci ha regalato questa bellissima raccolta di suoi pensieri, di suoi scritti che danno la sensazione di cosa ogni giorno all’interno della fondazione i nostri anziani sono in grado di fare, esprimendo la loro vitalità ancora in piena forma».

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Le poesie di Angela

Il volume che raccoglie le poesie della signora Angela è stato pubblicato da Pietro Macchione Editore. La pubblicazione del libro è stata sostenuta dal Lions Club Varese Città Giardino presieduto da Anna Zaffaroni. A dialogare con l’autrice al Salone Estense è stato un nome culturale di spicco come Silvio Raffo: professore, poeta, narratore, traduttore e saggista. All’evento hanno partecipato anche amiche e ospiti di Angela e suoi familiari arrivati anche da lontano, insieme al cappellano don Ernesto e a tanti operatori, amministrativi, tecnici e infermieri del Molina. I responsabili dei servizi di animazione e psicopedagogico, Massimo Andriolo e Gianmaria Messina, hanno raccontato insieme alle loro équipe le attività che vengono svolte insieme agli anziani.

Accanto agli anziani

Un aspetto sottolineato dal direttore generale Carlo Nicora. «La scrittura è diventata un modo per mantenere vivo la creatività, l’identità personale di Angela. Ma noi questo però lo facciamo giornalmente perché oltre allo strumento della narrazione della scrittura abbiamo il disegno, il gioco, l’utilizzo degli strumenti digitali, tutti strumenti che vengono utilizzati e accompagnati in un percorso di rielaborazione della propria storia, proprio per poter essere presenza costante, presenza sensibile, presenza competente accanto alle fragilità dei nostri anziani». Quindi ha voluto lanciare un messaggio sul ruolo della fondazione: «È un luogo di relazione, cultura, cittadinanza, uno spazio dove è possibile incontrarsi, costruire legami significativi, uno spazio dove poter riscoprire nei nostri anziani ma anche noi che tutti i giorni siamo al Molina a lavorare, emozioni capaci di arricchire cuore e mente e quindi di vivere quello che il Molina è da 150 anni».

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