Gestore unico del servizio rifiuti: Magrini convoca i sindaci in Provincia

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Marco Magrini

VARESE Gestore unico provinciale dei rifiuti: il progetto – sindaci permettendo – è pronto a entrare nella fase 2.

la Fase 2

Dopo l’ipotesi avanzata dal presidente della provincia di Varese Marco Magrini di dare vita a un unico gestore provinciale del servizio rifiuti, gli uffici di Villa Recalcati hanno lavorato per predisporre un’analisi sul sistema di produzione, raccolta, riduzione e smaltimento rifiuti a livello provinciale. Numeri dai quali partire per avviare il percorso del gestore unico.

Serve uno studio

Ora però tocca ai sindaci dare impulso al progetto. I primi cittadini o i loro vice, infatti, sono stati convocati per giovedì 23 a Villa Recalcati per un’assemblea proprio in merito alla questione. E sarà in quel momento che dovranno dare l’assenso all’avvio della seconda fase. In caso di esito positivo, la Provincia potrà dare mandato ad Alfa per incaricare una società indipendente che nell’arco di qualche mese potrà raccoglierà dai Comuni dati su tariffe, quantità conferite, costi e contratti, così da avere un quadro aggiornato e comparabile anche rispetto alle norme di Arera.

Giovedì a Villa Recalcati quindi, i sindaci non voteranno l’attuazione del gestore unico, bensì il mandato di eseguire uno studio più approfondito utile ad avere il quadro generale del servizio.

Il primo incontro

Era fine luglio quando il Magrini ha convocato la prima riunione in provincia per affrontare il progetto del gestore unico provinciale del servizio rifiuti. Quando la notizia venne a galla subito suscitò dibattito tra gli amministratori. Tra i primi a sbilanciarsi a favore dell’idea ci furono Salvatore Marino per Fratelli d’Italia e Andrea Cassani, segretario provinciale della Lega. Entrambi si dissero favorevoli all’avvio del processo.

L’uscita decisa e immediata di Fratelli d’Italia e Lega irrigidì gli esponenti degli altri partiti, più che altro per il “sospetto” politico che Marino e Cassani volessero mettere la propria bandierina sull’iniziativa. In realtà qualche giorno dopo Magrini prese una posizione chiara specificando che il gestore unico sarebbe dovuto passare attraverso un percorso condiviso con gli amministratori, oltre che con i partiti. E il primo tassello del cammino è in programma giovedì con i sindaci. Un passaggio informativo da un lato, ma anche utile per mettere a terra i primi paletti.

Buona l’idea

L’idea di avere un unico gestore e quindi di ridurre l’attuale frazionamento del resto è ineccepibile. Avere un servizio omogeneo significherebbe economie di scala (si dice così) migliori, ma anche un sistema di raccolta univoco, con le medesime regole. Differenziare oggi è diventato un dovere, ma anche quasi un “lavoro” (frazionare correttamente i materiali di scarto a volte può essere complicato), quindi la speranza è che il gestore unico porti anche semplificazione e – a parole è sempre garantito, ma nei fatti latita – una riduzione dei costi all’utente. La volontà – anche politica – c’è.

I dubbi di chi già opera

Al momento però sul territorio non mancano resistenze o comunque forti perplessità. Del resto il sistema di raccolta è frazionato su diversi operatori, che non vogliono perdere le proprie posizioni e temono di essere spazzati via o “fagocitati”. Anzi alcune di queste realtà si stanno strutturando per aggregare un bacino più consistente (Busto, con la società che si occupa rifiuti, giusto per fare un nome). Questo passaggio, infatti, sarà uno dei più delicati da condurre in porto.

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