GALLARATE – Luci d’artista sì, luci d’artista no: monta la polemica. Si sono accesi i fari, con quel gioco di sfumature pensato per raccontare la storia del centro grazie al progetto Gallarate Lightscape. Ma in tempo zero sono arrivate le critiche. C’è infatti chi pensa che oggi le priorità siano altre, se si parla di illuminazione. E lo dice chiaramente Angelo Luini, ex sindaco dal 1993 al 1997 e unico leghista a governare in città prima di Andrea Cassani. «Simili iniziative dovrebbero far insorgere i cittadini», il suo commento.
Le priorità di Luini
L’affondo dell’ex primo cittadino è rivolto all’attuale maggioranza. Dice: «C’è qualcuno, a Gallarate, che pensa che amministrare sia fare cose stravaganti». Il riferimento va proprio al piano per «illuminare la città a colori di notte», considerato non prioritario. Da qui, l’affondo: «Forse al posto di buttare soldi in illuminazione notturna sulla basilica, si pensi a illuminare le strade buie della periferia o a dirottare risorse verso chi non riesce a pagare la bolletta della luce».
I commenti della città
Le luci d’artista fanno parte del più ampio progetto Il Salotto Green&Smart, finanziato da Regione Lombardia con i bandi per la valorizzazione del Distretto del commercio. Oltre alle critiche dell’ex sindaco, fin da subito non sono mancate le frecciate scoccate da alcuni cittadini. Soprattutto residenti che hanno lamentato i disagi causati dall’illuminazione. Chi diceva di avere «la casa illuminata come postribolo», chi parlava di «una tamarrata senza eguali che impatta sulle case delle persone».
Poi, però, c’è anche chi ha approvato e sostenuto l’iniziativa, facendo riferimento a «una bella atmosfera» oppure limitandosi ad applaudire con un «a me piace tanto».
A Gallarate si accendono le luci d’artista. Tra stupore e polemiche
