Musica a tutto volume e troppe violazioni. Chiude il chiosco alla Fornace di Albizzate

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ALBIZZATE – Finisce nel peggiore dei modi l’esperienza del chiosco al parco pubblico La Fornace di Albizzate. Tra musica ad alto volume a tutte le ore del giorno e della notte, violazioni ripetute delle regole ed esposti dei cittadini (finiti anche in tribunale), il Comune di Albizzate si è visto costretto a far sgomberare con 7 anni di anticipo il gestore.

La concessione

Era il 2020 quando la giunta del sindaco Mirko Zorzo affidava in concessione fino al 2032 un’area all’interno del centro sportivo comunale per «posizionare un autonegozio o struttura amovibile permanente, destinato esclusivamente alla somministrazione di alimenti e bevande». In cambio, il gestore si impegnava a rispettare una serie di accordi, tra cui quello di installare dei cestini per la raccolta dei rifiuti, chiudere ogni sera la sbarra di accesso e tenere puliti parco, parcheggio, bagni pubblici e area verde.

Musica a tutto volume

Qualcosa, però, è andato storto. Già nel 2022, infatti, alcuni abitanti della zona avevano denunciato la musica ad alto volume proveniente dal chiosco. Segnalazioni arrivate fino al Tribunale di Busto Arsizio, che nel gennaio 2023 vietava di svolgere qualsiasi attività di intrattenimento musicale. Divieto ribadito anche l’anno seguente dal Comune, insieme alla richiesta del pagamento dei canoni di concessione dal 2020 e per i successivi tre anni.
La situazione, però, è rimasta la stessa, con il gestore del chiosco che ha continuato imperterrito a organizzare e pubblicizzare sui social le sue serate musicali. A questo punto, i cittadini si sono visti costretti a presentare ricorso al Tar, nella speranza di sollecitare un intervento risolutivo da parte dell’amministrazione.

Troppe violazioni

Da qui, i sopralluoghi degli uffici comunali hanno scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora. Insieme alle violazioni di quanto disposto dal giudice è infatti emerso che il chiosco avesse, per anni, occupato indebitamente un’area cinque volte superiore a quella concessa.

Albizzate
Una vista dall’alto del chiosco con tutti i suoi elementi

Il gestore, recita la comunicazione di decadenza della concessione, aveva pavimentato in ghiaia un’area superiore di 30 metri quadrati a quella concessa, costruito senza alcuna autorizzazione un ripostiglio, posato un gazebo e una recinzione, e occupato 500 metri quadrati al di fuori dello spazio concesso. Verificate tutte le violazioni, l’amministrazione si è trovata senza altra scelta se non quella di togliere la concessione al gestore, obbligandolo allo sgombero dell’area, rimasta libera nelle ultime settimane di ottobre.
Rimane ora da capire se – alla luce di tutti i problemi creati ai cittadini e all’amministrazione stessa – il bando verrà riproposto in futuro.

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