NOVARA – Approda sui banchi del consiglio comunale di Novara la manifestazione dei “tifosi” della remigrazione andata in scena sabato 1 novembre con un corteo da piazza Garibaldi e piazza Gramsci dove si è tenuto un presidio con slogan, tricolori e fumogeni.
Il 17 novembre si discute in Comune l’interrogazione del Pd
Dopo il caldissimo dibattito scatenatosi soprattutto sui social, grazie all’interrogazione depositata dal gruppo consiliare del Partito Democratico (prima firmataria Milù Allegra) sarà l’assemblea di Palazzo Cabrino a discutere della vicenda, sui cui si è appuntata l’attenzione del mondo politico, soprattutto a causa del tentativo di intimidazione che durante la manifestazione ha subito un giornalista di una testata on line. Il dibattito – salvo cambiamenti imprevedibili al momento – dovrebbe essere fissato per la seduta di consiglio comunale del 17 novembre.
Altre domande anche a Piantedosi
Intanto un’altra interrogazione porterà il tema nelle aule parlamentari. Dopo quella di Italia Viva, anche tre senatori del Partito Democratico – i due piemontesi Andrea Giorgis e Anna Rossomando (che dell’assemblea di Palazzo Madama è vicepresidente) insieme al collega Francesco Verducci – hanno depositato una interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
“Quello di Novara non è un episodio isolato”
L’interrogazione dopo aver ricostruito i fatti, ricorda che “le intimidazioni a danni di giornalisti indipendenti da parte di persone riconducibili ad ambienti neofascisti – di per sé gravemente lesive, tra gli altri, degli articoli 2, 3, 13 e 21 della Costituzione – non rappresentano un fatto isolato; basti ricordare, per rimanere al Piemonte, l’aggressione subita dal giornalista de La Stampa Andrea Joly nel luglio del 2024 a Torino, per la quale è attualmente in corso procedimento penale a carico di esponenti di Casapound”, e che “più in generale, si vanno moltiplicando episodi di violenza riconducibili a formazioni neofasciste”.
“Cosa ne pensa il ministro e cosa farà?”
I tre senatori sottolineano poi che “l’ordinamento giuridico repubblicano con la legge n. 645/1952, agli articoli 4 e 5, punisce l’apologia del fascismo (anche con riferimento a chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche) e le manifestazioni fasciste”, e rivolgono al ministro degli interni due domande: “quale sia la valutazione del Ministro in indirizzo rispetto ai fatti esposti in premessa e come intenda prevenire e contrastare il loro verificarsi; quali provvedimenti intenda adottare il Ministro in indirizzo per arginare la diffusione di associazioni e movimenti di chiara ispirazione neofascista”.
