VARESE – Opere inedite e uniche, frutto di oltre due anni di lavoro in cui Walter Capelli ha reinterpretato il cammino della Sacra Via offrendo una nuova chiave di lettura e riflessione. «Un percorso esclusivo, in vista dell’Avvento, visto attraverso i miei occhi: un Sacro Monte come non è mai stato fotografato prima». Sabato 8 novembre inaugurerà alle 11 al Santuario di Santa Maria del Monte la mostra di pittografia “Splendor veritatis” (Lo splendore della verità) con gli interventi dell’arciprete monsignor Eros Monti, e di Nicoletta Romano, direttore responsabile della rivista Living is Life.
L’inizio del cammino attraverso i Misteri della Gioia
Nella luce che plasma la materia si rivela la verità del mistero. Le sculture del Sacro Monte, rilette attraverso lo sguardo fotografico e pittorico di Capelli, divengono icone di una bellezza che non si impone, ma si svela nel silenzio. Ogni immagine è un atto di ascolto: la luce diventa parola, la forma diventa preghiera. In questo incontro tra arte e fede si rinnova lo splendore della Verità, che illumina il cammino dei Misteri della Gioia.
In questa esposizione sono presentate nove pittografie su metallo contorto, una selezione dedicata alle prime cinque cappelle del Sacro Monte di Varese, legate ai Misteri Gaudiosi. Le opere nascono da un intenso lavoro di ricerca della forma e da un sapiente uso di luci e ombre, curato dal fotografo che ha voluto restituire alle sculture una forza espressiva nuova, filtrata attraverso il proprio sguardo e la propria sensibilità.
La personale “Attraverso il limite”
Le pittografie esposte fanno parte di una mostra personale più ampia, composta da ventiquattro opere che rappresentano l’intero percorso della Sacra Via e dal titolo “Attraverso il limite – Visioni di passione e silenzio”, che è stata inaugurata lo scorso aprile a Villa Puricelli di Bodio Lomnago. In occasione dell’Avvento e della conclusione di questo anno giubilare, l’artista ha scelto di presentare al santuario solo quelle più affini al tema, aggiungendo cinque immagini inedite, una per ciascuna cappella, realizzate su tavolette in foglia d’oro; un piccolo dono per i visitatori del Sacro Monte. Verrà esposta anche una piccola selezione di fotografie architettoniche dedicate agli esterni delle cappelle.
In questi scatti la luce non è naturale ma ricreata dall’autore che, attraverso la propria esperienza e conoscenza tecnica, ne ha modellato direzione e intensità per valorizzare le forme e la materia architettonica. Si tratta di immagini dal linguaggio volutamente più semplice e documentativo, distinte dalle opere artistiche in mostra, ma capaci di restituire l’atmosfera del luogo con rispetto e misura.
«Per ritrovare dentro ciascuno di noi la vera luce»
Come ha sottolineato Capelli, «il luogo deve restare avvolto dalla luce naturale che scandisce le ventiquattro ore, immerso nel silenzio e nel buio, per ritrovare dentro ciascuno di noi la vera luce. Il Sacro Monte di Varese è un tesoro culturale inestimabile, riconosciuto come sito Unesco e parte integrante dei beni culturali che arricchiscono il nostro patrimonio.
Un luogo del silenzio, dove la spiritualità si fonde armoniosamente con la bellezza naturale delle Prealpi varesine e con l’arte architettonica, scultorea e pittorica del passato. Con la mia fotografia, ho voluto catturare l’essenza di questo meraviglioso percorso, andando oltre la semplice documentazione visiva.
Sono convinto di aver liberato le sculture che arricchiscono le cappelle dalle loro grate, dando loro nuova vita e una prospettiva universale. Il mio lavoro ha la speranza di poterle rendere pellegrine, come i viandanti che percorrono la salita del monte, portando la loro bellezza e il loro messaggio in giro per il mondo, offrendo a chiunque l’opportunità di entrare in contatto con questo luogo unico e prezioso».
A Comabbio in mostra la Venezia di Albino Reggiori tra tele, tavole, disegni e incisioni
