LONATE POZZOLO – «Tutta la verità non è stata scritta». Riccardo De Corato – deputato alla Camera per Fratelli d’Italia e componente della Commissione parlamentare Antimafia – si è alzato in piedi e lo ha detto ai presenti: «Con la loro morte, la mafia c’entra poco. Ci sono altre questioni». Parla degli omicidi dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, vittime illustri della lotta alla criminalità organizzata in Sicilia. È soltanto uno dei temi che sono stati affrontati ieri sera – 7 novembre – nella Sala Bosisio del monastero San Michele, all’incontro sulla legalità. Un’occasione per condividere testimonianze e incoraggiare a rompere i silenzi. Ma anche per rendere note le azioni in corso, da parte del governo e delle forze dell’ordine.
De Corato cita Falcone e Borsellino. E le azioni del governo
Tema delicato, quello della legalità. Soprattutto in un paese come Lonate Pozzolo, che ha dovuto fare i conti con le infiltrazioni della ‘ndrangheta. Nel corso della serata si sono toccati più temi, citando anche i casi ben noti degli omicidi dei giudici Falcone e Borsellino. «La vicenda mafiosa è tutta da dipanare», ha detto De Corato. «Non ci sono certezze su chi li abbia eseguiti. E chi ha usato il tritolo per farli saltare in aria, non è chi oggi emerge dagli atti». E ancora: «Qualcuno ha detto molte fesserie. Noi, come Commissione Antimafia, ci stiamo lavorando e abbiamo un quadro che nelle prossime settimane verrà fuori».
De Corato ha poi parlato delle infiltrazioni nei piccoli centri urbani, «dove c’è più propensione». Ma anche del «fatto grave» che riguarda il sistema in Lombardia. «Mafia, camorra, ‘ndrangheta hanno un’unica direzione e agiscono per unità di intenti: fare soldi, ricattare, minacciare. E questo fa paura». Poi ha elogiato il governo di Giorgia Meloni («Finché ci sarà, la carcerazione preventiva resterà»), sottolineando «gli enormi passi avanti fatti per contrastare la mafia, sotto tutti i punti di vista».
Gli interventi
Ad aprire la serata è stata Elena Carraro, il sindaco: «La legalità è un tema molto importante. Va sottolineata e ricordata, perché è la base fondante della società». Ha quindi ricordato il protocollo firmato nel 2023, per azioni volte a prevenire la criminalità. Insomma, «teniamo alta l’attenzione su argomenti che porteremo anche nelle scuole, per preparare le nuove generazioni».
Così Paolo Bocedi, presidente dell’associazione Sos Italia Libera: «Oggi nessuno è solo, ma ci vuole il coraggio di denunciare. E non si deve avere vergogna di dire che si è vittime di usura e di potere criminale». Fra i relatori anche Stefano Candiani, deputato alla Camera per la Lega, che ha parlato delle «azioni di approfondimento». Le sue parole: «La mafia oggi si è estesa e la sua azione è legata ai flussi di denaro e alle risorse. L’azione di contrasto non può essere derogata soltanto al magistrato, alla politica o al giornalismo d’inchiesta. È un gioco di squadra». Presente, poi, il vicepresidente della Provincia di Varese, Giacomo Iametti: «Abbiamo grande attenzione e facciamo in modo che, in tutto il nostro articolato territorio, questo aspetto non resti secondario. Le iniziative prevedono di coinvolgere i giovani, con azioni legate alla legalità. Inoltre, credo sia importante portare gli esempi nei Comuni e trasmettere un messaggio alle famiglie». Il presidente del circolo locale di Fratelli d’Italia, Francesco Carbone, si è detto «contento che l’amministraizone abbia preso a cuore la mia proposta di sottoscrivere un protocollo d’intesa». E ha aggiunto: «Senza denigrare le consulte, perché servono e vanno mantenute, questo però offre un supporto psicologico e legale che è sensato. Un approccio pragmatico in stile FdI».
All’incontro hanno partecipato anche don Luigi Scarlino (prete antimafia della diocesi di Rozzano), Stefano Memoli (segretario regionale di Lombardia Adp – Autonomi di polizia), Monica Forte (ex presidente della Commissione Speciale Antimafia di Regione Lombardia). A moderare l’incontro, Elena Corda.
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