Pro Patria et Libertate, nomen omen: ma lo striscione è rimosso

BUSTO ARSIZIO – La panchina è salva, ma la fiducia in Greco è a termine.
In casa Pro Patria il post Lumezzane è un film già visto: la vittoria che non arriva (allo “Speroni” in campionato manca da più di 200 giorni), la squadra che non svolta, il gioco che non decolla, la società che non trova la quadra e l’ambiente che si deprime e rassegna sempre più, toccando minimi storici.
Anzi, a dire il vero, una novità c’è e c’è stata; e pure rilevante: in uno stadio sempre più desolante per presenze e atmosfera, c’è chi ha provato a dire no, a contestare civilmente, a fare sentire il proprio dissenso con uno striscione senza alcuna offesa.

Uno striscione probabilmente non autorizzato (le regole del calcio moderno…), ma fatto rimuovere con una tale celerità da far pensare ad una forma di censura bella e buona. Ma chi decide se il contenuto è esponibile?

Uno striscione – lo diciamo subito per evitare ogni facile connotazione politica – che ha preso in contropiede persino il Sindaco Antonelli e l’Assessore allo Sport Folegani, arrivati allo stadio prima del calcio d’inizio, ma a striscione già rimosso. Ma si può andare alle elezioni in questo clima?

Uno striscione che ha preso in fallo persino alcune testate d’informazione (ecco la rassegna stampa del PPC) che, molto stranamente, non hanno riportato nemmeno la notizia. Ma è andata davvero così?

Uno striscione insomma che rispecchia la situazione in casa Pro Patria, dove lo stallo societario sta portando a un appiattimento, a un’apatia e una disaffezione tali da far registrare numeri da record, purtroppo nell’affluenza minima. Ma gli encomiabili 582 spettatori, “transitati” nell’ultima partita, non bastano a far capire il punto di non ritorno cui si è arrivati?

“Lo striscione del Pro Patria Club – riportiamo fedelmente – era ironico, per niente offensivo e del tutto garbato, ma gli stewards, applicando la norma della Lega, lo hanno fatto rimuovere, aggiungendo che anche se fosse stata fatta regolare richiesta, come da procedura, non sarebbe stato ammesso. Una forma di censura elegante che demanda alla procedura la possibilità di decidere cosa è giusto e cosa no”.

Un segnale preoccupante, assolutamente da non sottovalutare, ma da suggerire semmai una riflessione a 360 gradi per capire come e perché a Busto si sia arrivati a simili livelli.
E per fortuna, per la serie nomen omen, la squadra si chiama Pro Patria et Libertate…

Pro Patria-Lumezzane: 1-1. I tifosi contestano, la panchina di Greco traballa

Pro Patria striscione – MALPENSA 24
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