MILANO – A Milano, gli studenti e le studentesse sono scesi in piazza per il cosiddetto “No Meloni day”, che è coinciso con la manifestazione “Fridays for future” di oggi, venerdì 14 novembre. L’evento ha visto un lungo corteo sfilare per le vie del centro cittadino, unendosi ai cortei organizzati in tutta Italia. L’apertura della manifestazione era guidata dallo striscione che recitava: “contro la scuola dei padroni, stop genocidio repressione e riforma Valditara”. Un gesto simbolico ha riguardato la statua di Giuseppe Garibaldi in largo Cairoli, sulla quale è stato appeso uno striscione che lo definiva un “generale colonialista“. Il messaggio lanciato dai manifestanti era chiaro: “decolonizziamo la città anche a partire dai nomi delle nostre vie e statue, perché il colonialismo parte anche dal normalizzare e idolatrare certi personaggi, complici dello sterminio di popoli e della morte di persone innocenti”.
La protesta
Non sono mancati i flash mob e le azioni di protesta. In piazza Missori, davanti all’Hotel dei cavalieri, alcuni partecipanti al corteo hanno mostrato uno striscione con i nomi delle vittime palestinesi degli attacchi israeliani, aggiungendo la scritta “Troppi!”. Da qui, la manifestazione è ripartita attraversando via Albricci e via Larga. Altri blitz hanno coinvolto la sede di Assolombarda in via Pantano e il consultorio di via Larga, dove sono stati bruciati alcuni cartelli. Un flash mob finale si è svolto davanti alla Prefettura. Ruggero Cima, membro d’assemblea dell’Unione degli studenti Milano, ha motivato l’azione con “ci siamo imbavagliati perché riteniamo inaccettabile la repressione messa in atto nell’ultimo periodo“. Lungo il percorso, gli studenti hanno lanciato volantini con la scritta “boicotta questo marchio che supporta il genocidio” contro la vetrina del negozio Armani Casa e hanno cosparso vernice rossa sul negozio Zara home. Un altro flash mob, con fumogeni e il manifesto “casa per tutti, miseria per nessuno”, ha avuto luogo in piazza Meda per protestare contro il caro affitti. La vernice rossa è stata utilizzata anche contro un supermercato Carrefour.
Osa e Fridays For Future
Le due istanze si sono unite, con l’organizzazione Osa (organizzazione studenti e studentesse alternative) che ha promosso il #Nomeloniday, e Fridays For Future che ha chiesto un’azione contro la crisi climatica. Per i giovani di Osa il mantra è “blocchiamo scuole e università, riempiano le piazze contro il governo Meloni, per una nuova formazione, contro la scuola di Valditara e l’università della Bernini, per la Palestina libera, per un nuovo mondo! Daremo la prima risposta al governo dopo gli attacchi fascisti nelle scuole, la finanziaria, le dichiarazioni aberranti di Valditara sull’educazione sessuale”. Fridays For Future ha invitato alla partecipazione “tutti e tutte, studentesse e studenti, lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, giornaliste e giornalisti, movimenti, associazioni, sindacati. Una grande piazza per gridare al mondo che la crisi climatica esiste ancora e deve essere affrontata”.
