VARESE – Mattia Premazzi e Alberto Barcaro non sono ancora entrati in consiglio con il “nuovo abito politico“, ma hanno già sparigliato. A destra, a sinistra e anche al centro. La maggioranza, diciamolo subito, non cambia. La forbice tra i due schieramenti però si riduce. O meglio, si potrebbe ridurre, visto che Premazzi e Barcaro hanno strappato da Forza Italia, ma non hanno ancora chiarito se intendono restare forza di maggioranza o passare all’opposizione. Oppure utilizzare la formula magica del «votiamo un provvedimento alla volta secondo coscienza».
Fratelli e cugini
I primi a sfregarsi le mani della decisione dei Moderati e Civici sono proprio i Fratelli, ovvero la forza trainante del centrodestra. I quali, si vocifera nel partito, ora si attendono un ulteriore segnale di distacco: ovvero la consegna delle deleghe da parte di Mattia Premazzi. In casa Meloni, infatti, c’è chi sta osservando quanto accade a Villa Recalcati. E dopo il passo di lato del duo “moderato e civico” è arrivata la rasoiata: «Premazzi e Barcaro ora devono dimostrare se la loro scelta è “furbetta”, oppure “convinta”. Se davvero dicono di essere una forza del centrodestra non possono stare in maggioranza. E chi ha deleghe le consegni e si tenga le mani libere». Al Fratello interlocutore facciamo presente che anche Forza Italia è un partito di coalizione che però governa con il PD a Villa Recalcati. Risposta (ironica): «Scusa – dice la voce dall’altra parte del cellulare – non ho sentito la domanda perché sono in una zona in cui non prende. Ci sentiamo». Chiaro qual è il clima nella coalizione? Of course.
Cosa cambia in consiglio?
Appunto. È ancora tutto da vedere. Molto dipende dalle prossime decisioni del nuovo gruppo. Due sono le strade percorribili dopo lo strappo: continuare a tenere un piede in maggioranza (lo rottura, inutile dirlo, ha messo Barcaro e Premazzi con un piede all’opposizione), oppure rompere gli indugi e prendere le distanze in maniera definitiva. La seconda via, sarebbe la più coerente ma anche la più complessa: non è semplice giustificare un’inversione a U nel mezzo del cammin dell’amministrazione Magrini. E se ciò dovesse avvenire la forbice tra maggioranza e minoranza si ridurrebbe a un voto, ovvero 9 a 8. Con Magrini decisivo. Un margine ancora sicuro per mandare avanti l’ente, ma certamente meno solido.
Le reazioni di Forza Italia
I forzisti in questo momento di grande fluttuazione interna hanno scelto la coerente linea del silenzio. Silenzio sulle “sberle” che prendono a Busto; silenzio sul cinema in onda a Gallarate e silenzio sui movimenti in corso tra Palazzo Estense e Villa Recalcati a Varese.
Ma a microfoni spenti qualche forzista confida: «La mossa di Premazzi? Potrebbe avere un doppio significato politico. Su scala cittadina, visto che nel 2027 si vota, Noi Moderati con Raffaele Cattaneo ha in mano la fiche della candidatura a sindaco e quindi la dichiarazione di fede al centrodestra in Provincia potrebbe avere un peso. E su scala provinciale, poiché non è un segreto che Mattia Premazzi al prossimo giro vuol giocarsi la partita da candidato presidente». Senza però tenere in considerazione un dettaglio, ovvero, che «il prossimo presidente sarà di Forza Italia e sarà Marco Magrini». O per lo meno questo si dice tra gli azzurri.
